CALZINI TURCHESI E CRAVATTE VERDI: simboli buoni e cattivi

Berlusconia

5 ottobre 2009, il giudice Mesiano emette una sentenza di primo grado che condanna la Fininvest a risarcire la somma di 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti, era il lodo Mondadori. Il Premier, insoddisfatto, la ritiene ” un’enormità giuridica” avverte: “Su quel giudice se ne sentiranno delle belle”. Detto, fatto. Claudio Brachino, giornalista Mediaset, presenta un servizio su Canale 5 in primissima giornata (il voltastomaco viene sempre di prima mattina) che vede il Giudice Mesiano filmato in dei momenti di vita privata, una passeggiata, una sigaretta e un salto dal barbiere – un onesto cittadino italiano -. I commenti alle immagini lasciano allibiti, l’atteggiamento del povero malcapitato viene definito “Stravagante”, e il suo modo di vestire? Quei calzini turchesi? Alla giovane commentatrice sembrano un’enormità.

Certo, ormai Mesiano è un personaggio pubblico, a detta di certa stampa, e ci si può aspettare di tutto, d’altronde quello che è stato fatto al Premier non è da meno. Solo che certa stampa vede annebbiato, non distingue le forme. Il Presidente del consiglio è stato colto  in fallo in delle situazioni a dir poco deplorevoli per chiunque, il giudice Mesiano andava dal barbiere.

L’episodio viene commentato anche da autorevoli esponenti della magistratura che ricordano un pedinamento simile solo ad opera della Mafia e dei Servizi Segreti.

Ma certa stampa deve ergersi – verso luoghi torbidi – a difesa dei più deboli, certamente, e Il Giornale scrive in prima pagina: ” Lecito spiare solo nei bagni del Premier”.

Intanto il testimone della democrazia e della giustizia, ovvero il calzino turchese, passa a Franceschini segretario del Pd che lo indossa in segno di protesta e di solidarietà verso Mesiano.

Di tutta risposta, duro, Il Giornale, bistratta il Partito Democratico, offende il Segretario del Pd, travisando un gesto simbolico come quello del calzino per un cambio di bandiera “Addio Bandiera Rossa, La sinistra cambia Vessillo”  e non contento di questa  bruttura in prima pagina segue in seconda -con l’ aiuto dell’esperto di Bon Ton Carlo Rossella – “Dario – Franceschini – lo vedo anche in calze a rete” . Ma ormai il termine sputtanare è di moda, lo usa anche il Premier.

L’ opera di certa stampa e televisione svolge un lavoro sottile di tipo intimidatorio, omettendo verità e restaurando nomi, allo scopo di mistificare la realtà dei fatti in Italia. Ma YouTube ci salva, così appare Giancarlo Gentilini ex sindaco di Treviso ed  esponente di spicco della Lega nord -partito xenofobo della maggioranza – durante un suo comizio duro, di un razzismo feroce, che dice: ” Voglio eliminare tutti i bambini Zingari” e parla di rivoluzione, quasi una pulizia etnica.

Cose così non interessano a questa stampa miope, né di certo alla Procura che è impegnata ad indicare al ministro della giustizia il vilipendio al Presidente della Repubblica – per futilità in confronto al caso del Leghista – di cui sarebbe colpevole Di Pietro, un uomo che l’ Italia l’ha pulita davvero.

Così oggi i calzini turchesi ci appaiono lisi e le cravatte verdi lucenti, un simbolo d’ innocenza ed un altro, così fallico, così simile all’impiccagione.

 

Andrea G. Cammarata

 

Video you tube:

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