Seconda lettera aperta ai manifestanti del No B Day

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Cari amici,

Siamo lieti di aver potuto constatare che un impegno così “informale”, qual è quello preso tramite un social forum come Face Book, abbia dato vita, in queste riunioni, ad un gruppo attivo di persone speciali; è un’ aspettativa naturale, ma la realtà virtuale della rete, non sempre manifesta, di specchio, quella che è la sua virtuosità, non sempre, pur ostentandola così fortemente (come è stato dimostrato dalle centinaia di migliaia di adesioni al gruppo) si produce poi nella realtà.

Ovvero, il verificarsi di un impegno preso nella rete deve necessariamente passare dalla sua idea “astratta” al suo contrario più scomodo: l’azione. Oggi, per noi, è un procedimento dovuto il fatto di metabolizzare un’idea o un simbolo più specifico quale è quello del No B Day sul web; per metabolizzare voglio intendere che quel ” No B Day” quel- divieto di accesso- venga osservato integralmente e non ignorato come se esso stesso fosse un simbolo qualsiasi od un altro valore ormai desueto. Perché dietro quel manifesto viola, dietro le parole No B Day c’è la nostra democrazia.

Non possiamo permettere che un qualunquismo, una pigrizia od una sottrazione personale pregiudichi la nostra presenza il 5 Dicembre a Roma e non vogliamo che quell’emotività che tutti noi ha coinvolto nel vedere aumentare le adesioni al gruppo, l’echeggiare della stampa e quello della politica si distrugga in un ricordo sbiadito, in una delle tante omissioni della nostra vita, perché sarebbe com’ è un’ amputazione.

In Italia siamo rimasti solo noi, gli italiani, a poter garantire la nostra libertà. Non possiamo sperare che la stampa, l’opposizione o la magistratura cambi qualcosa. Sappiamo che questi organismi svolgono un servizio per noi, alimentano il nostro sapere, ma in realtà essi semplicemente lavorano come noi: la stampa produce l’ informazione, l’opposizione la politica, la magistratura indaga.

Ecco che, il 5 dicembre e sempre al bisogno, cambieremo ancora una volta i modi comuni del quotidiano essere per unirci e svolgere quel “lavoro” che è, di natura, nostro compito, dunque, manifestare vivamente contro la soppressione delle libertà del popolo.

N.B. Per diffondere ulteriormente quanto detto tutta la giornata di sabato ci ritroveremo in Piazza Cavour nello stand che abbiamo disposto. Al momento è oggetto delle riunioni quello di continuare nella protesta anche dopo il 5 Dicembre.

Andrea G. Cammarata, un amministratore del gruppo di Rimini.

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