NO B DAY, UNA FIUMANA CHE LASCIA UNA TERRA FERTILE

Opposizione?

NO B DAY, UNA FIUMANA CHE LASCIA UNA TERRA FERTILE

Come un fiume che scorre il popolo viola del NO Berlusconi Day ha attraversato Roma, ne ha solcato le strade risvegliando l’Italia dal torpore. Ciò che è rimasto non sono detriti come le false cifre di adesione alla manifestazione riportate dalla questura, non sono i deserti lasciati  dalle altre manifestazioni, ma un terreno fertile dove il popolo ha riscoperto la sua forza, la sua verità.

Un fiume in eterno divenire, perché tale è la forza di chi chiede un cambiamento, di chi dice ” Basta!”. Un fiume che è fluito a Roma da tutta Italia, la cui acqua non è sgorgata da una sola fonte sotterranea ma da ovunque, dai mari e dai monti, e ogni sua goccia è stata portatrice di gioia e felicità. Un fiume trasparente dove tutti hanno potuto bagnarsi, un fiume che, acquisendo una sacralità laica, si è visto attraversare da barche di ogni bandiera, barche che seguivano una rotta indicata da un faro la cui luce era viola accecante.

Un viaggio in pullman intenso di fatica ed emozioni protese ad un mistero che non li ha lasciati riposare. Già stremati questi rappresentanti del popolo, questi nunzi portatori di una sovranità lesa, giungono ai sotterranei della metropolitana di Anagnina, linea A, alcuni di loro irrompono ai cancelli, senza alcun biglietto, in baffo ai giustizialisti di Di Pietro e agli ostacoli posti da Alemanno, sindaco di Roma, che così lontano da piazza della Repubblica aveva obbligato l’arrivo dei loro mezzi. Un viaggio sotterraneo illuminato solo dal viola degli abiti delle persone ed eccoli, riemergere all’uscita di piazza della Repubblica, si osservavano, si conoscono, ascoltano la musica di una cornamusa, di un violino. Contano i personaggi intravisti: ” Ho visto Di Pietro…E’ passato Franceschini! ” . Commentano: ” Ma perché tutte queste bandiere, quando la causa è uguale, al di là delle ideologie”. Tutti, attorno a quella grande fontana, che ha fatto loro da centro, ammirano zampillare un’ acqua chiara filtrata dalla luce del sole caldo, un sole caldo che infonde loro tanta speranza. Ed eccoli, in procinto di partire per una marcia storica, alcuni di loro improvvisano cartelli da ergere a quel cielo terso, svetta “NoBday Rimini” la cui immagine di Silvio è cancellata da una x, e gli altri già premeditati: ” Dopo Buscetta e Spatuzza manchi solo tu”, il gruppo di Forlì: ” A T’E ROT E CAAZ”, c’è chi mostra la copertina del Fatto Quotidiano: ” ADESSO BASTA, la legge è uguale per tutti”,  altri parlano alla stampa: ” Il viola è il colore dei bambini, della spontaneità, è per questo che l’abbiamo scelto!” .

S’incamminano, non sanno che davanti a loro Roma è piena, tutti stanno giungendo a quella Mecca che sarà piazza S. Giovanni. Li accompagna la musica delle bande di musicisti, trombe e sassofoni, i pezzi di Rino Gaetano, è una festa si balla. Ma ogni tanto il corteo si ferma e riparte a tratti, nel silenzio, sembra una processione funebre come se un senso di lutto fosse dovuto. Poi di colpo gli urli a squarciagola: ” FUORI LA MAFIA DALLO STATO”, ” Berlusconi Mafioso”, tal volta essi stessi sembrano intimoriti dalle loro proprie parole, sono increduli di dover proferire tali oscenità nei confronti della loro patria e del loro governo. Sì, piovono anche insulti nei confronti del Premier: fra gli altri ” Berlusconi merda”, perché si chiedono, perché no? Non ha forse lui per primo insultato la nostra democrazia, i nostri giornalisti, le donne, i giudici e quegli antifascisti? Tutte persone che per la Repubblica sono anche morte. Non basta questo per legittimare l’offesa? In questo giorno è il popolo ad essere super partes, non Berlusconi.

La massa riprende il suo cammino è compressa, si tocca, respira la medesima aria, è unita, sta conquistando quel potere che la legittima ad agire duramente, ad emettere una punizione esemplare per i suoi politici, è ormai un suono unico con un riverbero che si diffonde da piazza della Repubblica a piazza S. Giovanni: ” Berlusconi DIMETTITI ! ” ” BERLUSCONI DIMETTITI ! “.

Ancora cartelli, anche dalle finestre dei palazzi: ” Dimissioni”, e preti sulle scale di una chiesa: ” La politica si fa con le mani pulite”

E’ un cammino interminabile murato di persone, alcune vie sono bloccate.

Piazza S. Giovanni si apre ai loro occhi come un’utopia, non credevano di essere così tanti, piazza della Repubblica era colma, tutte le strade straripavano di manifestanti, ma a piazza S. Giovanni vi era un mare di persone e dal grande palco faticavano a sentire le parole, tanta era la distanza di alcuni di loro. Salvatore Borsellino grida: ” Questi sono i nostri eroi, gli agenti! ” no, non è Mangano l’eroe, sono tutti indignati, indignati di doverselo anche ricordare. “Viva l’Italia” cantava De Gregori, ” Tra i governanti quanti perfetti ed inutili buffoni” Battiato. Uno di loro invece ha detto: ” Per me – oggi- significa la speranza di un paese normale non altro, mi sento mortificato in quanto cittadino, uomo, ma non solo di Berlusconi, Berlusconi è la caduta della democrazia. Se togliamo le bandiere e ci rimettiamo a ragionare, a recuperare la dignità che ci meritiamo, viva l’Italia, questa Italia”.

AND. CAM.

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3 pensieri su “NO B DAY, UNA FIUMANA CHE LASCIA UNA TERRA FERTILE

  1. Mi hai fatto rivivere delle emozioni. C’era gente di tutti i tipi e età, famiglie con bimbi,ragazzi, anzani, coppie, che, messe da parte le proprie ideologie, si sono unite nel nome di una causa comune; a denotare una certa consapevolezza e una certa maturità che sembravano aver abbandonato il nostro paese. È questo che fa paura e spinge a denigrare, è un passaggio obbligato, ci sono passati tanti illustri: chi non sa che Grillo ha un Cayenne o che ha fatto una vacanza in barca? Ma a nessuno è dato sapere che l’auto è a metano e che la barca non era sua.. Nè tantomeno l’informazione che passa il convento si è mai soffermata sui contenuti.. Così succederà a noi. Non solo i giornali hanno relegato la faccenda come una cosa di “sinistra” come se a destra fossero tutti delinquenti e mafiosi e quindi insensibili al problema, ma ora siamo pure gli “amici di Spatuzza”. Ai teleguidati questo basterà o inizieranno a farsi delle domande pure loro?

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