IL 41 BIS,INCONTRO CON UNA GUARDIA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

Non baciamo le mani

Share

Di Andrea G. Cammarata

Il prototipo futuristico della camera detentiva del 41 bis richiama ambienti vagamente rassomiglianti a quelli di un monolocale di design moderno, appare così: tinte grigie, un televisore LCD appeso alla parete, lettino, tavolino da studio e il bagno, separato da una parete dal resto della camera detentiva, arredato con sanitari d’acciaio cromato.

Siamo al salone della Giustizia di Rimini, lì è stato allestito un carcere virtuale e proprio nella cella tipo del 41 bis incontriamo una guardia impegnata con normali cittadini in un’ ammirevole descrizione della vita carceraria dei detenuti sottoposti al regime del carcere duro.

E’ una guardia della polizia penitenziaria che ha svolto il suo servizio in 9 delle 13 sezioni delle carceri di massima sicurezza italiane, ha occhi verdi, il capo coperto dal basco celeste, pistola d’ordinanza al cinturone e una mole imponente ulteriormente accentuata dalla divisa bombata. Raccontandoci con calma la sua vita a contatto con i detenuti del 41 bis tradisce un vago accento del nord, cominciamo scherzando.

Ma il digitale terrestre ce l’hanno, cosa vedono i carcerati? “Solo la Rai, Mediaset e la Sette, di norma hanno vecchi televisori a due valvole non compatibili con l’avvento del digitale terrestre, sarà un problema. Non hanno assolutamente telefoni né internet. Ciò che si vede in tv a riguardo della vita carceraria è un falso.”

Come si svolge la giornata quotidiana di un detenuto del 41 bis? ” Sta’ qui, sta’ in camera detentiva tutto il giorno salvo l’ora d’aria; può leggere, scrivere, guardare la tv. E’ sempre sorvegliato tramite due spioncini, uno nella porta blindata e uno nella parete del bagno.”

L’ora d’aria? ” Il detenuto dopo essere stato perquisito può uscire nel cortile, un cortile di norma molto piccolo, resta all’aria aperta per un’ ora, è il suo unico momento di socialità, lì può scambiare parole con gli altri detenuti ( anch’essi sottoposti al 41 bis) il numero massimo è di quattro detenuti insieme.”

Quindi in pratica i boss possono parlare fra di loro? ” Cerchiamo di selezionare i detenuti dell’ora d’aria in base alle diverse affiliazioni, e all’ area geografica, i detenuti che passeggiano assieme dovrebbero provenire da società malavitose differenti, ma non sempre è possibile. D’altronde quello del 41 bis è un comparto speciale che ospita solo gli incriminati di associazione a delinquere o terrorismo.”

Come funziona la mensa? “I detenuti si auto-gestiscono, uno di loro viene selezionato e perquisito, poi con un carrello passa nelle varie celle a distribuire il cibo.”

E i rapporti con l’esterno? ” Durante i colloqui con i familiari i detenuti, separati da un vetro, sono video sorvegliati, ma non sentiamo l’audio. E’ permesso un contatto fisico soltanto con i figli minori di 12 anni. Processi e dichiarazioni ai tribunali vengono svolti solo in video-conferenza.”

Possono avere libri scrivere e ricevere posta? “Sì non c’è limite alla corrispondenza o alla richiesta di libri, ma entrambe sono tutte rigorosamente controllate e se necessario vengono censurate, per questo ci sono persone, selezionate apposta, che conoscono i dialetti e i modi di comunicare mafiosi.”

Cosa ne pensi della chiusura delle carceri di massima sicurezza nelle isole come risultato delle richieste del papello. Non credi che Alfano ne abbia richiesto l’apertura solo per aggiungere un’ altra tesi volta a scagionare le accuse di collusione del governo con la mafia? ” Il carcere di Pianosa e soprattutto quello dell’Asinara sono in ottime condizioni, perfette, e con il sovraffollamento di adesso sarebbero l’ideale, ma i detenuti erano troppo isolati e poi gli ambientalisti con il Ministro dell’ambiente Prestigiacomo  si sono opposti e tutto è finito nel nulla.”

Com’è la tua vita a contatto con i boss? ” Quando parli con un boss, non puoi usare il linguaggio dello stato, se io gli dico -faccia al muro mani dietro la schiena- lui non si gira neanche. Ho imparato ad usare un registro più consono per parlare con loro, ho imparato a guadagnarmi il “rispetto” che serve per trattare con loro, con quelli che vengono chiamati uomini d’onore.”

La sua vita è cambiata, si è adeguata duramente a quella quotidiana di un carcere, ma lui non lo dimostra ed è calmo, è consapevole del servizio che offre al suo Stato.

Veniamo nuovamente a parlare delle collusioni con la mafia dei politici italiani, del ministro della giustizia Alfano in precedenti rapporti con il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Ciancimino ( secondo quanto detto da L’espresso), Schifani ex legale di alcuni soggetti legati alla delinquenza organizzata (fonte Fatto quotidiano), delle relazioni di  Berlusconi con Mangano, di Dell’Utri condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, il Senatore D’Alì le cui recenti rivelazioni della moglie lo hanno visto in contatto con il boss Messina Denaro (fonte Fatto Quotidiano).

Cosa ne pensi di tutto ciò tu, nella tua posizione, tu che dovresti sentirti rappresentato e soprattutto tutelato dal ministro della giustizia e dallo stato? ” Mi sento indignato, ma è sempre così. Vedi, io c’ ho tatuato R.I. ( Repubblica italiana n.d.a. ), io continuo a fare il mio lavoro, quando Alfano andrà via ci sarà un altro ministro della giustizia.”

Con il vostro sindacato avete mai pensato di scrivere una comunicazione formale al ministro Alfano per chiarire le sue posizioni in merito alle sue frequentazioni? ” Sì penso che sia stato fatto.”

Ritieni che i provvedimenti presi con il 41 bis siano sufficienti ad impedire che i boss continuino ad esercitare il loro potere? ” Più di così gli togli la vita, non possono fare niente. Purtroppo oltre ai politici collusi con la mafia ogni tanto spunta fuori anche qualche collega corrotto, noi cosa dobbiamo pensare, continuiamo a fare il nostro lavoro.”

Poco dopo è arrivato un Parlamentare che, forte delle sue visite nelle carceri ( quelle vere), ha potuto sostenere che le condizioni delle carceri italiane non sono assolutamente come vengono rappresentate nel salone e, a suo parere, il carcere duro deve servire ad impedire che i boss comunichino con l’esterno i loro comandi, non ad essere uno strumento di vendetta per lo stato o per le vittime dei mafiosi. Poi è giunto anche Alfano, colui che si loda di avere inasprito il 41 bis, silenzioso ha indugiato un attimo sulla soglia della camera detentiva, poi ha proseguito con un certo disinteresse. In quel attimo nonostante tutto, quella guardia, ha onorato il suo ministro con il saluto militare.

Articolo selezionato da Informare per Resistere

Vai all’articolo pubblicato su Dazebao.org

Leggi anche:

-”Baciatevi pur le mani e che Dio vi perdoni” , il 41bis non lo prevede

Boss e bis-boss, contatti fra Giuseppe Graviano al 41bis nel carcere di opera

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...