Temibile stretta del governo sulle libertà di espressione, il ddl Maroni

Libera Rete

A seguito del “fastidioso” raduno di manifestanti del popolo viola il giorno della campagna di tesseramento del Pdl e della concomitante aggressione alla persona di Silvio Berlusconi, colui che, prima di subire lo sfregio ad opera di Tartaglia, disse a coloro che lo accusavano di mafiosità: ” Vergogna! Vergogna! Vergogna!”. In merito alle parole dell’On. Cicchito che ha definito il giornalista Marco Travaglio terrorista mediatico e a quelle del Presidente del Senato Schifani che ha indicato Facebook essere peggiore dei gruppi di violenza degli anni ’70, la maggioranza ha pensato bene di aumentare la censura ai siti web e di limitare la libertà  di manifestare. Ciò stava accadendo tramite decreto legge poi, ogni tanto, l’esecutivo si ricorda che i decreti legge si fanno per necessità ed urgenza, quindi Maroni, Ministro dell’Interno, avrebbe, d’improvviso su segnalazioni autorevoli, deciso di modificare la sua proposta in disegno di legge.

MANIFESTAZIONI Il Ddl Maroni, di fatto, amplierebbe ad eternum il divieto di disturbare comizi politici tramite manifestazioni contrapposte nella stessa piazza, cosa che è già regolamentata da una legge simile ma che limita la libertà costituzionale di riunirsi e manifestare il proprio pensiero solo nei 30 giorni antecedenti le elezioni. A ciò si aggiungerebbero due nuovi reati, quello di impedimento o turbativa di riunione politica o sindacale punito con il carcere da 1 a 3 anni, e il reato di lancio di oggetti o corpi contundenti punito con pena dai 6 mesi ai due anni. Di più, chiunque pensasse di commettere tali impropri urlando minacce  (vedi insulti) o compiendo atti di violenza subirà la reclusione da 2 a 5 anni, pena inasprita rispetto alla precedente da 1 a tre anni.

INTERNET Due le proposte, l’autorità giudiziaria dovrebbe notificare agli autori l’ordine di rimuovere dal web, entro 24 ore, contenuti che richiamino ai reati di istigazione a delinquere e apologia di reato. Scadute le 24 ore scatterebbe la sanzione pecuniaria. A seguire il gestore della piattaforma che ospita commenti di tale fattura avrebbe 72 ore di tempo per rimuoverli. Se il gestore non ottemperasse a tale imposizione il sito web potrebbe essere chiuso per un periodo non superiore ai 30 giorni. La seconda proposta, poco difforme ma ancor più censoria, prevede che la notifica di “rimozione” sarebbe indirizzata direttamente al gestore “bypassando” l’autore.

Gli effetti sono lancinanti, Casini: ” Inaccettabile ed antidemocratica la proposta di Maroni”, per Felice Bellissario ( IDV) la censura del web sarebbe un attacco alla democrazia, Jacopo Venier del Pdci: ” No al manganello contro la rete”. Per non parlare dei gruppi nati su Facebook, già si preparano ad una grande manifestazione nazionale contro la censura del web che seguirà la recente del 3 ottobre a Roma che ha visto la partecipazione di 300 mila persone manifestare per la libertà di stampa.

Ma chi è Maroni? Hammondista ovvero tastierista dei “Distretto 51” (un gruppo pop) è solito apparire in pubblico con ( noto simbolo italico) un fazzoletto verde  nel taschino della giacca. Porta baffi, occhiali sfavillanti. Di estrazione marxista – leninista, giunge negli anni ’90 dopo la conoscenza dell’attuale Senatur Bossi alla lega Lombarda per poi partecipare alla nascita della Lega Nord. Insomma dal proletariato al secessionismo. Nel ‘ 96, appunto il periodo secessionista, viene indagato per reati legati al vilipendio dell’unità nazionale. Nel ’98 è accusato di resistenza al pubblico ufficiale, la condanna si chiude così nel 2006 con pena pecuniaria: l’allora imputato Maroni avrebbe cercato di mordere la caviglia di un agente. Maroni è stato anche colui che ha partorito il vituperabile decreto sulla sicurezza del 2009, decreto dai caratteri fortemente razzisti ed anticostituzionali, accezioni, introduzione del reato d’immigrazione e clandestinità. Compagno di partito. Poco tempo fa’ un leghista doc Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, condannato in primo grado, è stato sospeso dai comizi politici per tre anni e mezzo perché nella sua attività oratoria inneggiava all’odio e alla violenza, su You tube, lo si vede sbraitare: ” Voglio Elliminare tutti i bambini zingari…”

Ecco che coloro che hanno trovato  in Marco Travaglio, Facebook/ Popolo viola, il capro espiatorio, da buoni predicatori razzolano molto male.

Andrea G. Cammarata

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