17/12/09 Guinea, Human Rights Watch rapporto dell’inchiesta sul massacro del 28 Settembre.

Africa, Diritti umani, Guinea Conakry

I massacri e gli stupri perpetrati a Conakry costituiscono verosimilmente dei crimini contro l’umanità, lo sostiene Human Rights Watch al termine di un’ inchiesta effettuata in Guinea culminata in un rapporto di oltre 100 pagine,  ” Il governo e la comunità internazionale dovrebbero assicurarsi che gli autori dei crimini rispondano dei loro atti” Così si esprime La Ong americana che durante la sua inchiesta ha intervistato centinaia di testimoni della strage avvenuta il 28 Settembre, in un lunedì sanguinario, su comando del capo del giunta militare Dadis Camara, il presidente de facto, recentemente sopravvissuto ad un attentato.

Dadis Camara insediatosi al poter con un colpo di stato nel dicembre 2008 chiamò la sua giunta militare CNND ( consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo) e si autoproclamò presidente promettendo di lasciare il suo  ruolo politico una volta che il paese fosse giunto a regolari elezioni. Contrariamente, durante il suo insediamento, decise di volersi presentare alle elezioni e scattò la protesta dello stadio di Conakry.

Il rapporto dalla HRW, elaborato nei minimi dettagli, è una testimonianza fondamentale per la verità e la giustiza che il popolo guineiano richiede con tutta la sua forza.

Intorno alle 11,30 il 28 settembre centinaia di membri delle forze di sicurezza guineiane fecero irruzione all’interno dello stadio di Conakry, capitale della Guinea, aprirono il fuoco su decine di migliaia di sostenitori dell’opposizione che manifestavano pacificamente. Già nel primo pomeriggio almeno 150 Guineiani morirono. Dozzine di donne subirono brutali forme di violenze e stupri di gruppo per mano delle forze di sicurezza. In alcuni casi le donne furono violate con oggetti, armi da fuoco, baionette, bastoni. Almeno 4 fra le  donne stuprate morirono durante o immediatamente dopo le violenze. Una di queste morì dopo che un colpo di fucile le fu esploso nella vagina. Nelle ore e nei giorni seguenti alle violenze, disperatamente i padri le madri e gli altri membri delle famiglie cercarono di trovare i loro dispersi, ma le forze di sicurezza si organizzarono per insabbiare le prove e nascondere il numero dei morti. Dopo aver reso impossibile l’ingresso allo stadio e agli obitori, le forze di sicurezza occultarono diversi cadaveri e li bruciarono in una fossa comune. Per diversi giorni, sempre ad opera delle forze dell’ordine, furono compiuti altri abusi, inclusi stupri, omicidi e razzie. Sostenitori dell’opposizione furono rinchiusi nelle carceri e sottoposti a vari abusi oltre che torturati. All’oggi, il governo guineiano ha fallito nelle investigazioni, continuandosi a ritenere sempre meno responsabile dei massacri, degli stupri e degli altri abusi. Nessun membro delle forze dell’ordine è stato incriminato.

Human Rights Watch ha intervistato 240 persone fra le quali vittime ferite mortalmente durante gli attacchi, testimoni presenti allo stadio,parenti di persone disperse,soldati che parteciparono all’inquinamento delle prove, medici, ufficiali umanitari, diplomatici,giornalisti e leader dell’opposizione. L’inchiesta ha stabilito che la maggior parte delle uccisioni e degli stupri furono commessi dai membri della guardia presidenziale, in particolar modo dall’unità che è direttamente responsabile della sicurezza personale del CNDD   presidente Dadis Camara. Ma sono responsabili anche altri soggetti delle forze dell’ordine inclusi gendarmi, polizia e uomini in borghese che erano armati di machete e coltelli.

Gli abusi non furono azioni di un gruppetto di soldati indisciplinati come sostiene il governo Guineiano, ma furono azioni organizzate attentamente. Le forze dell’ordine, in diverse unità, arrivarono simultaneamente nello stadio e furono collocate strategicamente anche al di fuori dello stadio per impedire la fuga ai manifestanti. Il modo in cui è stato compiuta l’irruzione e la presenza di un ministro incaricato della responsabilità della sicurezza suggerisce che i crimini furono premeditati ed organizzati a priori.

Le evidenze riportate da Human Rights Watch suggeriscono che gli omicidi, gli stupri e gli altri abusi commessi dalle forze di sicurezza durante e dopo il 28 settembre raggiungono gravità pari ai crimini contro l’umanità. Le forze dell’ordine, i mandanti della strage e coloro che hanno inquinato le prove sono da ritenersi criminali.

Lo scenario internazionale vede importanti attori come Francia, Stati Uniti, Unione Europea, la Comunità economica degli stati africani dell’ Ovest (  ECOWAS) , L’unione Africana, le Nazioni Unite che hanno tutti denunciato le violenze del 28 settembre in Guinea. Il divieto di ingresso negli stati europei e il congelamento dei beni per i membri del CNDD è stato imposto dalla U.E., dagli Stati Uniti, Canada e dall’ Unione Africana e la sospensione di aiuti economici e assistenza militare dall’UE e Francia.

L’Unione Africana e la Ecowas hanno proposto una commissione internazionale d’inchiesta accolta il 30 Ottobre dal Segretario Generale dell’ Onu BAN Ki- moon. Il procuratore della Corte penale Internazionale il 14 Ottobre ha confermato di aver iniziato preliminarmente ad esaminare la situazione. Gravemente gli aiuti economici da parte di Cina e Libia vanificano gli sforzi comuni della comunità internazionale.

Andrea G. Cammarata

Vai all’articolo pubblicato  su DAZEBAO.ORG

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