Quei paesi che cominciano a rivendere i loro vaccini anti-influenza A:

Berlusconia
Virus H1N1, quanto ci costi?
E’ una debacle con seri risvolti europei quella che si è aperta domenica a Parigi in seguito ad un’ inchiesta pubblicata dal quotidiano francese Le Monde, acquisti milionari per i vaccini dell’influenza A, dosi in eccesso, mercanteggio delle stesse con paesi poveri, business miliardari per le case farmaceutiche. Insomma i maggiori stati europei e i loro ministeri della sanità sono ora chiamati a rispondere su quale sia stata la loro strategia per la campagna di vaccinazione dell’influenza A, a partire dal Luglio dello scorso anno, quando fu annunciata quella che avrebbe dovuto essere la pandemia del virus H1N1, detta anche influenza suina.
Probabilmente il governo francese sarà oggetto di un’ inchiesta parlamentare, il Ministro della sanità francese dovrà giustificare la spesa folle -oltre 869 milioni di euro- per l’acquisto dei vaccini e informare quali saranno i costi delle penali sugli ordini annullati alle case farmaceutiche implicate ( Sanofi Pasteur, GlaxoSmithKline). I contratti prevedevano che negli ordini fino a 9 milioni di dosi non ci fosse penale, ma la Francia ne ha annullati per 50 milioni di dosi.
La questione raggelante suscitata da Le Monde è anche quella delle iniezioni necessarie al buon fine del vaccino che era stata portata al numero di 2 da medici e case farmaceutiche, cosa poi decisamente smentita da un comunicato dell’agenzia europea della sanità che indicava a uno il numero d’ iniezioni sufficienti per l’efficacia del vaccino. Su questo raddoppia e poi lascia si è giocata la strategia economica degli stati europei che si sono trovati con il doppio di dosi necessarie, una spesa allucinante e paesi poveri che reclamano aiuti umanitari e dosi di vaccini.
Andrea G. Cammarata
Segue l’inchiesta pubblicata da le Monde,

Quei paesi che cominciano a rivendere i loro vaccini anti-influenza A:

L’articolo, del 3 Gennaio, del quotidiano francese Le Monde.

Traduzione di Andrea G. Cammarata

La Francia domenica scorsa ha confermato di aver cominciato a vendere le eccedenze dei vaccini contro l’influenza A. Ma Parigi non è la sola capitale europea a tentare di rivendere le dosi eccedenti sul mercato mondiale. La Germania e l’Olanda hanno già cominciato, altri paesi stanno accarezzando l’idea e altri non hanno ancora deciso nulla. La rimessa in vendita dei vaccini, oltre che del magro successo della campagna di vaccinazione, è anche la conseguenza di un comunicato dell’agenzia europea della sanità, del 1 novembre, che indicava perentoriamente che una sola iniezione di vaccino era più che sufficiente anziché le due consigliate dalle case farmaceutiche.

Francia. Il governo francese, secondo il ministro della sanità, ha acquistato 94 milioni di dosi per una spesa di 869 milioni di euro. Solo 5 milioni di persone sono state vaccinate. Ma ci sono già contratti di vendita firmati con il Quatar ( 300 mila dosi) e l’Egitto ( 2 milioni di dosi) per un ammontare di 16 milioni di euro. Altre negoziazioni sono in corso, l’Ucraina, aspramente contesa da Francia e Germania, per esempio, è oggetto di una battaglia commerciale per la vendita dei vaccini in surplus. Parigi aveva già offerto nel settembre scorso 9 milioni di dosi all’OMS, in un quadro di sforzi congiunti con Stati Uniti, Australia, Brasile, Italia,Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Regno Unito, per mettere a disposizione dei paesi più poveri il 10% per cento delle riserve di vaccini.

Germania. Sono state ordinate 50 milioni di dosi, di cui 20 già consegnate, nella prospettiva della vaccinazione a 2 iniezioni. Ma fino agli inizi di Dicembre i tedeschi che hanno accettato di farsi vaccinare sono stati solo 6 milioni. In concorrenza con la Francia, la Germania ha proposto all’Ucraina 2,2 milioni di dosi. Moldavia, Macedonia, Albania, il Kosovo, Mongolia e le Maldive sarebbero in trattativa per ottenere da Berlino i vaccini a titolo di aiuti allo sviluppo.

Paesi Bassi. In possesso di 34 milioni di dosi i Paesi Bassi hanno deciso, a fine Novembre, di rivenderne 19 milioni ” a paesi fortemente in carenza di vaccini” All’incirca, secondo il ministro della sanità olandese, 2 milioni di dosi dovrebbero essere state vendute in Dicembre e più di 17 milioni di vaccini lo saranno nei primi mesi del 2010.

Inghilterra. Il Regno Unito, che ancora non mercanteggia dosi, sta sondando la possibilità di vendere i vaccini in surplus, secondo il ministro della sanità inglese ” si studia la possibilità di vendere a quei paesi che cercano costantemente i vaccini” e aggiunge ” Noi abbiamo dato dei contributi in denaro all’OMS e ora esaminiamo quali siano le opzioni dei nostri contratti” precisando che questo avverrebbe qualora gli stock di vaccini restassero inutilizzati. Londra, pur prevedendo di acquistare dosi sufficienti per tutta la popolazione, aveva annunciato in Ottobre la vaccinazione di 11 milioni di inglesi, a oggi non ha deciso per una campagna di vaccinazione sistematica.

Spagna. Le autorità spagnole avevano ordinato 37 milioni di vaccini, sempre nella previsione della doppia iniezione, ma precisarono, che questa domanda avrebbe potuto essere rivista al ribasso. Di fatto, spiega il ministro della sanità spagnolo al quotidiano El Pais, una volta che si è visto che un’ iniezione era sufficiente gli ordini sono stati interrotti.

All’oggi 9 milioni di dosi sono state distribuite alle regioni spagnole e il totale del numero di vaccini acquistati dovrebbe aggirarsi sui 13 milioni di dosi.

Belgio. Per il momento, secondo il porta parola del comitato ” Influenza”, non è stata presa alcuna decisione sulla rivendita dello stock dei vaccini ai paesi stranieri. Ma almeno 2 milioni di dosi, sui 12,6 ordinati, sono state messe a disposizione per le popolazioni a rischio.

Italia. Il paese ha acquistato 48 milioni di dosi con l’obiettivo di vaccinare il 40 % della popolazione. All’oggi solo 840 mila dosi sono state utilizzate. Per quel che riguarda la rivendita delle dosi in surplus, il direttore generale della prevenzione al ministero della sanità Fabrizio Oleari spiega che ” Nessuna decisione sarà presa prima della fine della campagna di vaccinazione” dunque nulla prima della fine di Febbraio.

“Ma, secondo lui, l’Italia è uno dei paesi europei che hanno acquistato il minor numero di dosi.”

Vai all’articolo originale di Le Monde


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