Italia, cosa si vede da Oltralpe

Estero, brutte figure


Liberation racconta l’ Italia in mano a Berlusconi e alla lega di Umberto Bossi.

di Andrea G. Cammarata

“L’ Italia è un paese normale?” A leggere Liberation sembrerebbe proprio di no. E’ di qualche giorno fa l’articolo del noto quotidiano francese, si parla di Berlusconi, di Bossi,  di un’Italia sulla strada dell’inciviltà. Il quotidiano titola: “L’italia di Berlusconi, un paese sulla strada dell’imbarbarimento”. Una déchue causata dall’anomalia di un premier che detiene l’intero potere mediatico e politico, che “vomita” ingiurie sulla magistratura, che critica senza tregua la costituzione, che utilizza il parlamento come fabbrica di leggi destinate a salvarlo dai tribunali. Di un premier la cui politica è tutt’altro che dignitosa, condita com’è di barzellette e umiliazioni verso la donna; la cui vita personale è uno scandalo sessuale degno di un romanzo di Nabokov. Liberation non fa sconti. Descrive un’Italia provinciale dove la  “classe politica viaggia poco, raramente parla l’inglese”. Un’ Italia la cui scena, dagli anni ’80 in televisione, l’hanno vista tutti, stranieri e non: “culi, pubblicità, talk show urlati, personaggi iracondi”. Pochissimi i programmi d’inchiesta. “Vedere un sociologo, un filosofo, uno scienziato o uno storico in tv è cosa più unica rara”. La nostra è una tv protesa al solo intrattenimento, intrattenimento del bello imperialista a integrazione zero, mai un volto di colore nelle trasmissioni pubbliche, solo quello a pois di Bruno Vespa che, a detta di Liberation, con il suo Porta a Porta, sarebbe in grado di “Rimpiazzare Camera e Senato”.

Con l’accuse di Liberation non c’è difesa nazionalista che tenga, possiamo solo piegare il capo e prendere atto di come ci vedano all’estero. Siamo ultimi in tutte le classifiche, scuola, sanità, ecologia, diritti, cultura, tecnologia, ma fra i primi per quanto riguarda l’alto livello di corruzione politica, censura alla stampa, lentezza giudiziaria. Siamo anche “Il paese europeo più avaro”, beffeggiati da Bill Gates che ha rimproverato il Sultano di aver ridotto gli aiuti pubblici per lo sviluppo.

Torna sempre, un loop continuo di dannazione, Berlusconi è naturalmente la causa del limitato accesso al Web e delle norme di censura che ci stanno per coinvolgere. C’è meraviglia da parte dell’autore dell’articolo nel dover ammettere che, a causa del decreto Pisanu, “In Italia la connessione a una rete wireless in un luogo pubblico è sottomessa alla presentazione della carta d’identità”. Altrove non succede, c’è libertà. In Italia si pensa a controllare Facebook, e i gruppi  contro Berlusconi chiudono, senza alcun avviso, e i finanziamenti per la banda larga sono stati tagliati dal Governo. E’ un niet che fa pensare.

Liberation continua: “L’accesso alla rete è indietro e sotto sviluppato in rapporto al resto d’ Europa”, Berlusconi “Uomo di televisione vecchio stile, considera internet pericoloso, perché fuori controllo e fuori dal suo impero”. Non a caso c’è stata la stretta al Web promossa dal ministro dell’Interno Maroni e la milionaria richiesta di risarcimento di Mediaset a You Tube sui diritti mancati. Liberation non lesina su alcun settore: il livello sociale è il peggiore, nell’articolo si parla del Bel Paese come la vittima di un  “Degrado morale  e civico” o meglio di una barbarisation operata dalla Lega Nord di Umberto Bossi, il cui house-organ La Padania si contende il titolo del quotidiano più becero con Il Giornale di Feltri, della famiglia Berlusconi.

Giornale che può usare così la sua prima pagina “La democrazia ci ha rotto i coglioni” o come in occasione dei fatti di Rosarno “Questa volta hanno ragione i Negri”. La Padania è in concorrenza, Liberation ne riporta le ignobili parole “Quando ci libererete dei negri, delle puttane, dei ladri extracomunitari, degli zingari che infestano le nostre case…Sbatteteli fuori, questi maledetti!”.

E’ l’alleanza decisiva scelta da Berlusconi, quella del Partito dell’Amore, che fonda le sue basi sulla ricerca dell’odio nel prossimo, nel diverso e nell’insicurezza; un’alleanza che ha dato luogo alle ronde, che ha fatto del solo essere uno straniero “sans papier” un delinquente (legge sull’immigrazione nel decreto sicurezza dello scorso anno).  La Lega Nord ha reso normale la xenofobia, aggiunge Liberation “Servirebbe una biblioteca vaticana per enumerare tutti i discorsi  di incitazione all’ odio razziale, di omofobia,  di anti-meridionalismo pronunciati dai leader della Lega”. Per citarne alcuni esaustivi, quello di Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, nonché membro di spicco del partito padano. I suoi comizi, prima che venisse sospeso, erano di un razzismo feroce, caratterizzati da un odio indomito, su You Tube: “Voglio eliminare tutti i bambini zingari…”. Mentre il pubblico padano applaude, lui continua “Che i musulmani vadano a pisciare nelle loro moschee”. Poi ci sono le parole di Roberto Maroni, ministro dell’Interno: “I fatti di Rosarno sarebbero la conseguenza della troppa tolleranza verso gli immigrati”. O quelle dell’ On. Borghezio: “Gli extracomunitari sappiamo dove sono, andiamo a prenderli noi e li mandiamo a casa loro a calci in culo”. Camicie color verde speranza… Alcuni, grazie al loro passato da parlamentari ( Borghezio, Maroni, Bossi), sono stati salvati dalle accuse della magistratura che li vedeva operanti in  “un’associazione di carattere militare con scopi politici” e non dovranno rispondere del reato inerente di costituzione di banda armata. Insomma così l’Italia è vista dai cugini d’Oltralpe: “La si guarda in lungo e in largo, amandola per la sua cucina, le sua arti, i paesaggi, ma non la si prende molto sul serio, né nel bene, né nel male.”

(Ultima revisione 19/03/2011)

l’artcolo di Liberation

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Un pensiero su “Italia, cosa si vede da Oltralpe

  1. purtoppo da italiano mi devo indignare , parte di quello che è stato scritto mi sembra un po’ esagarato.In una nazione dove non ci sono materie prime da vendere ci si deve adattare e inventare,cosa che al popolino viene naturale,di tutto calcolando poi che per avere il necessario ci dobbiamo svendere,vedi Libia,petrolio ecc,Svizzera chimica farmaceutica e tante altre ancora.E’ naturale poi che ci siano certi personaggi che grazie ai soldi possano fare ciò che vogliono non si spreme sangue dalle rape.Comunque essendo noi una colonia non possiamo alzare troppo la testa è molto meglio arrabattarci cosi’ che fare la guerra dei poveri

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