AGGRESSIONE AVVOCATO FRAGALA’: CONDIZIONI “DISPERATE”

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di Andrea G. Cammarata

Palermo- Ieri l’Avvocato Enzo Fragalà, consigliere comunale, noto penalista palermitano, ex parlamentare di AN e a suo tempo componente della commissione giustizia, è stato bastonato e ridotto in fin di vita, colpito brutalmente alla schiena e alla testa con una mazza, anche quando era ormai svenuto a terra.

L’aggressore lo attendeva all’uscita del suo studio legale, proprio di fronte al Palazzo di Giustizia, in Piazza Vittorio Emanuele. Aveva il volto coperto da un casco integrale, robusto e molto alto – così lo descrivono i testimoni oculari- è stato messo in fuga dalle urla di due coniugi che poi hanno dato l’allarme. Fragalà stava rincasando nella sua villa di Mondello, affacciata su quel mare che tanto ama.

All’ indomani dell’ aggressione il penalista resta in coma ed è in gravissimo pericolo di vita, il bollettino medico dell’ospedale civico di Palermo annuncia un quadro clinico “disperato”, nonostante la buona riuscita dell’intervento di svuotamento celebrale.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dal PM Di Matteo, escludono la pista mafiosa. Lo fa pensare sia il modo in cui è avvenuta l’aggressione, sia l’attività del penalista, che, fatta eccezione per la partecipazione ad alcuni importanti processi di mafia, in una sola occasione lo ha visto alla difesa di un esponente di rilievo di Cosa nostra (Fonte “Libero”). Oggi la procura di Palermo ha sequestrato i fascicoli delle ultime pratiche processuali delle quali l’avvocato si stava occupando insieme alla figlia Marzia Fragalà; lo studio legale comprende 24 collaboratori ed è specializzato in diritto penale e amministrativo. Alcune fonti recenti, vedono l’avvocato impegnato nella difesa di un gruppo di imprenditori del settore edile in contenzioso con il comune di Palermo.

Aggiornamento del 15/05/10,

Il mensile Narcomafie nel numero di marzo scrive che: “un’informativa del Sisde nominava Fragalà tra i 7 politici siciliani, già avvocati, accusati dai boss di non aver favorito una legislazione antimafia, in contrasto con quanto auspicato durante lo svolgimento della professione: l’informativa nominava anche Enrico La loggia, Nino Mornino, Antonio Battaglia, Giuseppe Bongiorno, Renato Schifani, Saverio Romano. Possibili obiettivi furono individuati anche in Dell’Utri e Previti”.

Articolo pubblicato su Dazebao.org

Leggi anche:

– Morte di Enzo Fragalà, indagato un commerciante

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