RITA LEVI MONTALCINI, OPERATA AL FEMORE, RIDE E SCHERZA.

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Di Andrea G. Cammarata

Rita Levi Montalcini ieri sera ha subito brillantemente un’operazione chirurgica  durante la quale , sotto anestesia periferica, le è stata impiantata una protesi all’anca sinistra. Tutto regolare, dunque, per uno dei Premi Nobel più longevi della storia, nonostante una caduta in casa, che le ha procurato la frattura del femore. I suoi 101 anni non l’hanno di certo turbata, durante l’operazione si è mostrata tranquilla, i medici dicono che “era lucida nell’affrontare l’intervento, aveva una lucidità superiore alla media”. Stamattina, mostrando una tempra imperitura, rideva e scherzava sotto gli occhi stupiti del personale medico del sant’Andrea di Roma, che ha definito “regolare” il decorso post-operatorio.  Si è detta “contenta” della visita a sorpresa del Ministro della salute Fazio che ha riferito “…di averla trovata bene e che addirittura domani potrebbe essere già in piedi”.Messaggi di solidarietà anche dalle più alte cariche dello stato, Gianfranco Fini e Renato Schifani e un ” Affettuoso augurio di pronto ristabilimento” da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. Quella di Rita Levi Montalcini è una costanza indomita che dura senza timore alcuno dal 1909, anno in cui fu partorita, insieme alla sorella gemella. Personaggio esemplare della storia d’Italia e non solo, è stata nominata senatrice a vita, nel 2001, da Carlo Azeglio Ciampi. Ha vissuto buona parte del secolo scorso all’insegna della ricerca e della scienza, dedizione alla materia nata in seguito alla morte di cancro della sua amata governante, nel 1930, quando cominciò a studiare medicina a Torino, per poi specializzarsi in psichiatria e neurologia. Sarà solo la prima laurea oltre alle altre otto, ricevute ad honorem. Una vita densa di avvenimenti, come la migrazione in Belgio – in quanto ebrea sefardita – durante il fascismo e i trent’anni negli Stati Uniti, dove fu docente della Washington University, sono parte di una carriera scientifica unica, coronata nel 1986 dal Premio Nobel per la medicina, e di un impegno costante a favore dei giovani e della parità dei diritti fra uomo e donna, impegni che le hanno valso, nel 2008, la Legion d’Onore della Accademia di Francia.

Articolo pubblicato su Dazebao.org

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