Morte di Enzo Fragalà, indagato un commerciante

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di Andrea G. Cammarata

C’è una pista sul macabro delitto del noto penalista Enzo Fragalà, ex deputato di An, s’indaga su un ex cliente del legale, un commerciante di Palermo, che sarebbe stato riconosciuto, tramite una foto mostrata dagli inquirenti, dai testimoni. Stessa statura, ma non basta, anche perché l’assassino al momento dell’aggressione aveva il volto coperto da un casco integrale. Bisognerà attendere gli esami dei Ris per stabilire se vi siano tracce di sangue o di saliva dell’avvocato negli indumenti dell’ indagato, e confermare l’accusa. L’uomo, un profumiere di 50 anni, era stato arrestato per detenzione illegale di un fucile, e rivoltosi all’avvocato aveva lamentato una cattiva gestione della pratica, non essendo nemmeno riuscito ad ottenere la scarcerazione che gli era stata promessa dal legale. Dunque un rancore avrebbe suscitato l’ira del “cliente assassino”, e forse anche il denaro, dato che ritenne la parcella, di 20 mila euro, “esagerata”. Sembrerebbe questa l’ipotesi di colpevolezza più accreditabile, nonostante che il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, che sta indagando, ci tenga a sottolineare “…che si tratta di una delle piste seguite e che ancora non c’è nulla di decisivo”.

Resta un grande sconforto ai familiari del penalista, oggi sotto interrogatorio, e una voglia di verità. Il figlio, Massimiliano Fragalà, chiede giustizia e soprattutto chiede che le indagini continuino per stabilire l’identità dell’assassino. Dopo la partecipazione ai funerali del presidente del senato Renato Schifani, che aveva condannato duramente l’aggressione dell’amico e collega Enzo Fragalà, oggi alla Camera, la morte del legale è stata onorata con un minuto di silenzio e un lungo applauso. Encomiabili le parole del presidente della camera Gianfranco Fini che ha ricordato il legale, con cui militava nelle file del Msi e di An, come un uomo “…che ha agito tutta la vita in nome di ideali semplici ma fortissimi come la patria , la famiglia, il lavoro e la dedizione nella legge.- Ha aggiunto-  Per Enzo la legalità era il presupposto indispensabile per ogni esercizio di libertà…”.

Aggiornamento del 15/05/10,

Il mensile Narcomafie nel numero di marzo scrive che: “un’informativa del Sisde nominava Fragalà tra i 7 politici siciliani, già avvocati, accusati dai boss di non aver favorito una legislazione antimafia, in contrasto con quanto auspicato durante lo svolgimento della professione: l’informativa nominava anche Enrico La loggia, Nino Mornino, Antonio Battaglia, Giuseppe Bongiorno, Renato Schifani, Saverio Romano. Possibili obiettivi furono individuati anche in Dell’Utri e Previti”.

Articolo pubblicato su Dazebao.org

Leggi anche:

– Aggressione Avv. Fragalà, condizioni “disperate”:

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