…se il traffico di cocaina finanzia il terrorismo

Non baciamo le mani


di Andrea G. Cammarata

Quando si parla di traffico di cocaina, si parla anche di criminalità organizzata. L’Italia, con gli interessi delle mafie, è lo snodo chiave dei passaggi di partite di droga provenienti dal sud America, principalmente della cocaina, e dell’eroina, che arriva attraverso la Turchia, o l’Africa orientale, dal Medioriente. Altri punti chiave di transito, per l’immissione della droga in Europa, sono anche la Spagna e l’Africa, che è coinvolta anche nel traffico di armi e di organi umani. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2008 sono state sequestrate, in tutto il pianeta, 706 tonnellate  di cocaina, di cui solo quattro in Italia, quantitativi di cocaina pura, che, tagliata a dovere, quadruplicano. E’ un’ economia sconcertante. Solo per la produzione del 2008 in Sud America, stimata in 994 tonnellate di cocaina, si parla di cifre da capogiro, circa 313 miliardi di euro. Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’ufficio delle Nazioni Unite  contro la droga e il crimine, al termine di un recente sopralluogo in alcuni paesi del Nord Africa interessati al traffico di droga,  ha lanciato un allarme chiaro: ” Il traffico di cocaina finanzia il terrorismo”  richiedendo una maggiore vigilanza, soprattutto negli stati dell’Africa occidentale, nella lotta al traffico di droga. Nonostante un netto calo, dal 2006, del traffico di cocaina sud americano verso l’Africa occidentale, la situazione resta “preoccupante” spiega Costa in un’intervista rilasciata recentemente a L’Express, ” Nel Sahel ( regioni costiere nordafricane) i terroristi attingono dalle risorse del traffico della droga per finanziare le loro operazioni, acquistare equipaggiamenti e pagare le loro truppe.” Costa racconta che in Mali è stato trovato un Boeing 727,  carico di 10 tonnellate di cocaina, nella regione del Gao, dove ribelli e terroristi la fanno da maggiore. Allarmante è anche il fatto che questi stati, non sono più solo dei punti di passaggio, ma incominciano anche a produrre autonomamente la droga, è il caso della Guinea Conakry, dove sono stati trovati alcuni laboratori adibiti alla produzione di droga sintetica. Costa, a metà Febbraio,  ha partecipato ad un vertice tenutosi a Dakar, con il presidente del Senegal e alcuni esponenti di Francia, Spagna e della CEDEAO, dove  è stato predisposto un piano di cooperazione militare per  alcuni paesi africani coinvolti nei traffici di stupefacenti: Gambia, Guinea Bissau, Guinea Conakry,  Capo Verde, Mali, Mauritania, Senegal. E’ poi stato in visita  a Free Town, capitale della Sierra Leone, dove  per la Costa d’Avorio,la Guinea Bissau e la Liberia, è stata  predisposta una strategia simile, per combattere il traffico di droga.

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