Dia: confisca di beni per 2 milioni di euro, presunto affiliato della ‘Ndrangheta

Non baciamo le mani

di Andrea G. Cammarata

Confische di attività commerciali, di un supermercato e di depositi su conto correnti bancari, un commerciante, e la ‘Ndrangheta, a fare da ombra su una vicenda tutta da chiarire.

La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, oggi, ha effettuato il sequestro di somme per 2 milioni di euro depositate su conti correnti bancari, e di alcune attività commerciali, fra le quali un supermercato, a Limbadi, in possesso a Roberto Cuturello, un presunto affiliato alla ‘Ndrina dei Mancuso, clan originatosi proprio a Limbadi, comune della Calabria orientale. Il Gip del tribunale di Vibo Valentia ha già confermato i sequestri ordinati dalla Procura della Repubblica, ora bisognerà attendere la conferma dell’appartenenza alla cosca, imputata al commerciante.

La ’Ndrina dei Mancuso di Limbadi. Storicamente vicina a quella dei Piromalli-Molè di Gioia Tauro e dei Pesce di Rosarno, fu definita dall’ex presidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia, come il clan più potente a livello finanziario in Europa. Ha contatti stretti con Cosa Nostra e la Farc in Colombia, nel Nord Italia opera nella periferia di Milano, a Monza e sui comuni di Giussano, Seregno, Verano Brianza e Mariano Cormense. Il controllo criminale di esponenti legati alla cosca dei Mancuso, è esteso anche su Como e in Friuli Venezia Giulia, dove sarebbero intense le attività di riciclaggio, lo conferma una relazione della commissione parlamentare antimafia. L’infiltrazione dei Mancuso è tale da poter operare senza limite dal traffico internazionale delle sostanze stupefacenti, al reinvestimento degli utili in strutture turistico alberghiere. La cosca agisce anche grazie al condizionamento di politica e istituzioni. Un’ inchiesta del 2006 denominata “Dinasty 2”, vide la collaborazione di un giudice del tribunale di Vibo Valentia, come socio in affari e garante di cosche vibonesi direttamente collegate a quella dei Mancuso. Un boss del clan, Francesco Mancuso, fu anche sindaco di Limbadi, il comune dove è stato effetuato il sequestro del supermercato, che risulterebbe di proprietà di Roberto Cuturello.

articolo pubblicato su Newnotizie.it

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