Nigeria, Human Rights Watch denuncia i crimini del 7 Marzo a Jos

Africa, Diritti umani

di Andrea G. Cammarata

Duro appello da parte di Human Rights Watch, organizzazione americana a difesa dei diritti umani, per dare un nome ai colpevoli della strage del 7 Marzo, che ha provocato l’uccisione di 200 persone di etnia cristiana Berom in Nigeria, a Jos, da parte di pastori musulmani Fullani- hausa. “Questo terribile tipo di violenze ha provocato migliaia di vittime negli ultimi dieci anni, ma nessuno è stato mai incriminato” spiega Corinne Dufka, ricercatore di Human Rights Watch, e aggiunge che ” E’ ora di dare dei segni chiari. Le autorità devono proteggere queste comunità”.

Testimoni della strage, intervistati dalla Ong, dicono che gli attacchi sono stati perpetrati da pastori musulmani armati che parlavano Hausa e Fulani, contro cristiani di etnia Berom. Sempre secondo gli osservatori sembrerebbe che gli attacchi siano dovuti a dei contrasti passati della comunità cristiana contro la comunità di religione islamica. Il comunicato di Human Rights Watch ricorda che il 19 Gennaio scorso più di 150 musulmani furono uccisi in un attacco a Kuru Karama, città nigeriana.

I testimoni e alcuni giornalisti presenti sul luogo il giorno della più recente strage, raccontano che fra i corpi dei morti c’erano anche donne e bambini, la città appariva devastata, case e auto bruciate. Durante i funerali di ieri a Dogo Nawa, 67 corpi sono stati gettati nelle fosse comuni, ma i morti sarebbero almeno 357.

Anche il capo della polizia nigeriana Mohammed Lerana conferma ciò che è stato riferito da altri osservatori ai rappresentanti di Human Rights Watch, cioè che gli attacchi sarebbero dovuti proprio a seguito dei violenti scontri di Gennaio, e aggiunge che intanto 98 persone sono state arrestate per la strage del 7 Marzo.

Altri testimoni sono stati ascoltati da Afp, si dicono molto spaventati di nuovi attacchi da parte dei Fulani e ritengono che le autorità non abbiano preso abbastanza in considerazione la situazione, Silas un abitante cristiano della zona riferisce che i Fulani ” Dicono di voler vendicare i loro morti”. Oggi molti dei superstiti si sono allontanati dai villaggi vicini alla città di Jos, coinvolta nella strage, abbandonando  le loro case, i racconti sono tragici “Fuggiamo dal nostro villaggio, perché abbiamo paura che potrebbe essere il prossimo bersaglio  di un attacco dei Fulani”, spiega Patricia all’Afp.

Messaggi pacati giungono invece da parte del capo delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e Hilary Clinton, segretario di Stato Usa, che invitano le fazioni alla “moderazione”. Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazione Unite per i diritti Umani, ha detto che ” Sarebbe un errore  descrivere questi avvenimenti come violenze  settarie o etniche e trattarli solo come un problema di sicurezza”, lo riporta Reuters. Pillay aggiunge che le violenze vanno calate in un contesto di costante discriminazione, di povertà e dispute per la terra, che si protraggono in Nigeria, ormai da anni.

articolo pubblicato su newnotizie.it

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