Treno Londra – Pechino in 48 ore, promesse cinesi

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di Andrea G. Cammarata

La storia dell’ Orient Express che attraversava Europa e Oriente da Parigi a Istanbul, è acqua passata, ben più ambiziose sono le aspettative della Chinese Academy of Engineering, che promette nel giro di dieci anni, una rete ferroviaria ad alta velocità in grado di compiere in due giorni la tratta Londra – Pechino.

Quindi scordatevi i vecchi pendolini italiani, e se volete farvi un bel celere viaggio mettetevi in attesa, Wang Mengshu, responsabile del progetto, assicura che i treni a grande velocità raggiungeranno i 320 chilometri all’ora.

Si partira da King’s Cross, e poi giù sotto la Manica traversando Europa e Russia, per trovarsi comodamente dopo due giorni, nel Beijing, a Pechino. E per chi di voi, di viaggiare in treno non ne avesse avuto abbastanza, potrà sempre restare  sul “China Express” per un giorno in più, e arrivare direttamente a Singapore.

“Puntiamo ad avere dei treni che vadano veloci quasi quanto gli aerei” dice Mister Mengshu, già consulente per la linea cinese interna ad alta velocità, che nel 2009 ha dato il via anche all’Harmony Express, il treno più veloce al mondo, che collega in appena tre ore, lungo un percorso di mille Km, le città di Wuhan e Guangzhou, con picchi di velocità intorno ai 400 chilometri all’ora.

Il progetto alta- velocità della Cina prevede altre ramificazioni all’immenso “cammino di ferro” che si poggerà in tutta l’Asia, oltre alla tratta verso Londra che comprende anche un collegamento trans-siberiano, dove vivono oltre un milione di cinesi, c’è in progetto una linea verso India e Pakistan e un’altra verso il Sud-est asiatico, quindi Vietnam, Tailandia, Birmania e Malesia.

Va da sé che i costi siano esorbitanti, solo per la rete del Sud-est asiatico si parla di  440 milioni di euro, ma nulla è lasciato al caso, la Cina ha già stabilito di poter sfruttare le risorse minerarie di Litio della Birmania, in cambio della costruzione delle linee ferroviarie.

Secondo autorevoli commentatori, la strategia economica cinese sarebbe quella di prendere il controllo dell’economia dei paesi poveri asiatici, proprio attraverso il dominio di tutte le vie di comunicazione a terra, e trarne vantaggio. E’ quello che viene descritto come una sorte di “Neo-imperialismo cinese” morbido, desiderato anche da questi paesi poveri che non hanno risorse per ammodernare le proprie vie di comunicazione, ormai risalenti a un secolo fa, quando i francesi, è il caso Vietnam, le costruirono. Il risultato a favore della Cina, sarebbe quello di eliminare ogni influenza americana od europea sulle vie di comunicazione, e mantenere un ruolo dominate nell’economia asiatica, soprattutto per ciò che riguarda il trade.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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