Napolitano: “ Qui si respira una bella aria, altrove c’è Bolgia”

Berlusconia

di Andrea G. Cammarata

Aria fresca per il presidente Napolitano: ” Qui si respira una bella aria, altrove c’è bolgia” così si è espresso il capo dello Stato al termine di un convegno per il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia, tenutosi presso l’università Tor Vergata. All’indomani della legge sul legittimo impedimento e della recente firma di Napolitano sul decreto interpretativo, la situazione sembra quindi rimanere alquanto scottante, viste anche le recenti e numerose critiche dei costituzionalisti e dell’opposizione nei suoi confronti.

Amato, anch’egli presente durante la cerimonia tenutasi alla facoltà di Lettere, ha ricordato come “da un paio di decenni ci sia turbolenza sui rami alti dello Stato per molteplici tensioni che hanno portato agli interventi della Corte Costituzionale”, è da intendersi che Amato abbia voluto riferirsi anche al lodo Alfano, lo scudo per il Premier e le  tre più alte cariche dello Stato, bocciato proprio dalla Corte perché incostituzionale.

L’ex presidente del Consiglio e costituzionalista si è profuso poi in un discorso volto a tutela di quell’equilibrio tra i poteri, che è così ben sanzionato dalla costituzione, e il presidente Napolitano, rispondendo ad una domanda postagli dai giornalisti in merito alle turbolenze citate da Amato stesso, ha così replicato: ” Non so se Amato abbia usato questa espressione so che questa è stata una bella iniziativa, ad alto livello culturale e civile, anche con una comunanza di accenti: c’è un ministro della Repubblica, c’era un esponente della politica italiana come Amato, c’era anche un Maestro come il professor Talamo. Insomma, qui si è respirato una bella aria, altrove c’è la bolgia”.

Nell’aula romana della facoltà di Lettere, Amato, sempre al cospetto del presidente della Repubblica, ha spiegato anche che “Nulla legittima di per sé il potere esorbitante di una istituzione. Non lo legittima né un potere ricevuto per grazia di Dio né per mandato elettorale. Oggi sembra che sia messo in dubbio il consolidamento del principio dell’equilibrio dei poteri che è l’architrave a cui, per fortuna, siamo riusciti a ricondurre la Costituzione della Repubblica”  e ha aggiunto che il mandato popolare elettivo non legittima in alcun modo a sovrastare gli altri poteri dello Stato. E’ ancora intuibile il riferimento al Premier, che è solito sbeffeggiare la magistratura vantandosi tanto, a mo’ di propaganda incessante,  di quel potere, concessogli proprio dal mandato elettorale.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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