Thailandia, protesta del sangue delle camicie rosse

Notizie, Thailandia

di Andrea G. Cammarata

Bangkok – Le camicie rosse pro Shinawatra, ex premier  thailandese destituito dopo un colpo di stato, hanno assaltato una caserma allo scadere dell’ultimatum lanciato ieri. I manifestanti, secondo Col Sansern Kaewkamnerd, portavoce dell’esercito, hanno fatto esplodere alcune granate nel campo del primo reggimento di fanteria a Vibhavadi-Rangsid Road ferendo due militari, uno al braccio e l’altro allo stomaco.

L’ultimatum prevedeva le dimissioni dell’attuale primo ministro in carica Abshit Vejjajva, ma il premier thailandese, apparso in televisione questa mattina, ha rifiutato le richieste : ” Ho ribadito che il mio governo nasce da una nomina in parlamento ed è sostenuto da una maggioranza di deputati…Il caos non sarà causato dal governo e voglio rassicurare la popolazione sul fatto che continuerà a lavorare”.

Il Leader dell’UDD ( Fronte unito per la democrazia contro la dittatura) Nattawut Saikuwa ha annunciato che le sue camicie rosse hanno donato mille litri di sangue e che lo spargeranno negli uffici del governo domani mattina alle otto circa, spiega il dissidente al Bangkok Post. Una protesta simbolica, ma al quanto colorita, visto che domani mattina i ministri dovranno letteralmente passare sul sangue dei manifestanti. Nattawut ha aggiunto che se il governo si rifiuterà ancora, altri mille litri saranno riversati nell’headquarter del partito democratico, e il terzo obiettivo sarà la casa del premier.

Dopo tre giorni di manifestazioni, le proteste si sono mantenute pacifiche, nonostante i due feriti. Entrambe le fazioni sembrano volerle mantenere tali, ma non è da escludere che la situazione possa degenerare come nell’Aprile del 2009, dove ci furono centinaia di feriti e due morti.

Shinawatra magnate delle telecomunicazioni, ex premier thailandese e leader del partito  populista Thai Rak Thai, nonché ex uomo più ricco della Thailandia, può vantare di una serie di scandali non indifferenti: conflitto d’interessi, corruzione giudiziaria (2001), e un uso improprio delle leggi durante il suo mandato nel 2003, che gli costò diverse critiche delle organizzazioni pro diritti umani. Fu destituito tramite un colpo di stato nel 2006. Dopo un mandato d’arresto per evasione fiscale e frode pervenutogli nel 2008, Shinawatra ha chiesto asilo politico in Inghilterra. Il 26 febbraio ha subito il sequestro dei suoi beni per un ammontare di un miliardo di euro, che si è sommato all’ 1,7 già sequestratogli dopo il colpo di stato.

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Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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