Forza di “Peace keeping” anche per San Marino, al voto progetto per Esercito della pace

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di Andrea G. cammarata

Un corpo civile di pace per San Marino, è questa la richiesta presentata tramite istanza d’arengo, che sarà votata domani dal consiglio Grande e Generale della Repubblica sammarinese. Quindi non si dovrebbe trattare di una Organizzazione non governativa, ma di tutto l’opposto, infatti ciò che viene richiesto è “di studiare una forma giuridica che può accomunare le potenzialità delle Ong e l’autorevolezza di uno Stato nell’impegno congiunto di redimere i conflitti”, come riporta uno dei sottoscrittori dell’iniziativa a Romagnanoi.it.

Promotori del progetto, un gruppo di volontari facenti parte della comunità Papa Giovanni XXIII, che hanno raccolto l’ esperienza dell’organizzazione Operazione Colomba attuata dal fondatore della comunità Don Oreste Benzi, attiva dagli anni ’90 in alcune zone di conflitto come Kosovo, Palestina, Nord Uganda e Colombia.

I  volontari si dicono speranzosi nel sì del voto, e intanto accolgono la positività delle forze politiche.

Fra i fautori di questa “microforza” di pace c’è anche Paolo Colonna, sammarinese, che ha spiegato a Sanmarinortv.sm l’importanza della “lunga tradizione di pace e neutralità” che vanta la Repubblica, e quanto questa ben si addica al “ruolo di mediatore”.

Quale dovrebbe essere la partnership del governo per attuare il progetto? “Si chiede in sostanza un riconoscimento giuridico a queste azioni sul campo” ha detto Colonna, e uno “sforzo economico” di 3000 euro al mese per il sostentamento di quattro persone in zone di guerra.

Il Corpo civile non violento di pace (Ccnp) sammarinese, come già successo con l’Operazione Colomba, che ha visto la partecipazione di diversi sammarinesi, sarà anche questo composto da volontari e svolgerà attività di peace keeping sammarinese in zone di conflitto, per esempio potrà scortare rappresentanti politici o sindacali, o semplicemente accompagnare scolaresche a scuola nelle zone “calde”, ma sarà anche utile nell’assistenza umanitaria o nel ruolo di mediatore diplomatico con l’appoggio della Repubblica sammarinese.

L’iniziativa ha anche un suo peso economico e come tutti i progetti che si rispettino doveva aprire una possibilità di ritorno dell’investimento, ciò che prevedono infatti i volontari nell’istanza d’arengo, è anche di tirare in ballo la neo-università sammarinese, che avrebbe il vantaggio di poter organizzare corsi di formazione per operatori di pace.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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