Google in ritirata “apparente” dalla Cina

Libera Rete

di Andrea G. Cammarata

Nell’headquarter di Google nel Beijing, si comincia a respirare un’aria pesante, il maggior motore di ricerca al mondo sembra voler chiudere i battenti del palazzo di Pechino e lasciare la Cina, lo confermano il Financial Times e il Wall Street Journal.

In Gennaio Google aveva annunciato di abbandonare la sua attività esercitata in Cina tramite google.cn e altri motori di ricerca, che allo stato attuale complessivamente controllano il 36% del mercato cinese.

Ragione della rottura sarebbero stati i ripetuti tentativi da parte della Repubblica Popolare di violare segreti commerciali e codici informatici, a cui si sono aggiunti innumerevoli hackeraggi nei confronti delle caselle di posta Gmail in uso a dissidenti cinesi in difesa dei diritti umani.

Altra anomalia alla quale Google dovrebbe sottostare è l’uso di filtri, a dir poco scandalosi, nelle ricerche prodotte dal motore di ricerca. Immagini contro il regime, o informazioni scomode di vario genere, secondo le leggi cinesi, infatti non possono essere rintracciabili sul web.

Google che è un’azienda che della libertà del web ha fatto anche un business, proprio non ci sta, ma resta dubbia la chiusura, che apporterebbe una significativa perdita negli introiti del colosso di Mountain View. Di fatto il mercato generato dalla Cina comprende 400 milioni di utenti, ai quali, ogni giorno, se ne aggiungono almeno 250mila.

Il risultato di una disfatta in nome di principi libertari da parte di Google, lascerebbe al concorrente Baidu, che già copre il 61% del servizio offerto dai motori di ricerca, un bottino non indifferente. Eppure secondo le notizie trapelate sempre dal Financial Times le decisioni di chiusura sono prossime al 100%, il negoziato fra Stato cinese e colosso americano proprio non avrebbe prodotto nessun ripensamento, si sta solo cercando di salvare i lavoratori della sede cinese e di tutte quelle società correlate a Google China.

Lascia un velo di speranza il Chinadaily, pur mantenendo riserbo, e oggi riporta che i dipendenti del Beijing Head-Quarters di Google sembrano molto tranquilli “si lavora come al solito”  e ancora non ci  sono comunicati ufficiali in merito alla chiusura, a dispetto di ciò che raccontano in America. Secondo il giornale cinese, alcuni dipendenti spiegano che se Google decidesse di mollare, ingegneri e ricercatori conserveranno  il loro posto ugualmente, e altri intervistati sono assolutamente convinti che non ci sarà nessun “esodo”. Ma ci sono anche opinioni contrastanti,  e da parte di qualcuno di loro si sente dire che “Il management ha indicato che lo staff non risentirà di nessuna decisione”. Quindi decisione sembrerebbe proprio che ci sia stata. E se fosse così si parlerebbe di rischio lavoro per 400 persone impiegate nel HQ di Pechino, dove Google ha cominciato il suo operato dal 2006 espandendosi poi anche su Shangai e Guangzhou.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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