Nigeria: scontri interreligiosi 11 morti, donne e bambini

Africa, Nigeria e petrolio

di Andrea G.Cammarata

Jos– Continua la faida delle comunità musulmane di lingua fulana in Nigeria, a Jos. Durante un attacco, avvenuto nella notte, in un villaggio cristiano vicino Jos, nell’ Altipiano del Plateau, pastori musulmani in assetto militare hanno ucciso undici presone, fra cui donne e bambini.

Le fonti della polizia locale confermano che l’eccidio è stato perpetrato da allevatori di etnia musulmana contro cristiani animisti. Anche Radio Stato Plateau non smentisce l’attacco al villaggio, ubicato nella zona di Riyom, avvenuto verso l’ 1.30 di stanotte per mano di pastori musulmani, vestiti con divise militari mimetiche, come riporta l’Agi.

La faida fra le comunità dello Stato del Plateau è continua dal 2001. Secondo le testimonianze raccolte sul posto dall’Ong Human Rights Watch, a seguito delle recenti stragi del 7 marzo che provocarono oltre 200 morti, gli attacchi vendicativi dei pastori di religione islamica sono dovuti alle incursioni di gennaio, a Kuru Karama, ad opera delle comunità religiose cristiane, che provocarono più di 150 morti di religione islamica. Nella stessa occasione, Navi Pillay, alto Commissario Onu dei diritti umani, spiegò che gli scontri avvengono in relazione a “dispute sulla terra”, “discriminazione” e “povertà diffusa”, da sempre presenti nella zona del Plateau, regione del “Middle Blet” al confine fra il Nord della Nigeria ad alta densità musulmana e il Sud a predominanza cristiana.

Come riporta il Sole 24 ore, anche l’ambasciatore italiano ad Abuja, Massimo Bistrocchi, in occasione di scontri interreligiosi avvenuti agli inizi del 2009 nella stessa zona, dove moschee e chiese furono date alle fiamme, invitava ad usare moderazione nel definire come un conflitto religioso gli scontri fra le comunità “etniche” nigeriane: “Non c’è nessun leader religioso in Nigeria che spinge alla lotta in base alla propria fede” alimentando la tesi che il credo religioso non sia motivo di tensione. Ma l’opinione generale resta divisa, fra il considerare la faida che si sta consumando in queste ore come una guerra religiosa, o, a vantaggio di una tesi meno credibile, se considerarla solo una questione di tensioni “etniche” più pratiche, legate a bisogni di sopravvivenza pura.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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