Thailandia, negoziato del premier con le camicie rosse

Notizie, Thailandia

di Andrea G. Cammarata

Le camicie rosse non demordono, e restano accampate per le strade di Bangkok, riservandosi altre proteste “sanguinarie” contro il premier in carica Abhisit Vejjajiva.

Nei giorni scorsi i manifestanti infatti, in segno di protesta, avevano riversato migliaia di litri di sangue (prelevati dai loro stessi corpi) negli uffici governativi, e poi proprio di fronte l’abitazione del premier.

Le camicie rosse sostengono l’ex premier Thaskin Shinawatra, tuttora in esilio in Montenegro, che fu spodestato da un colpo di stato nel 2006.

A seguito di un niet iniziale, il premier in carica ha detto che “se i negoziati restano nell’ambito della legge, il governo non ha obiezione a partecipare ai colloqui”, ma i dissidenti sembrano meno avvezzi a formalità, in quanto richiedono senza se e senza ma, le dimissioni del governo. E hanno annunciato che torneranno in migliaia per le strade della capitale con 2.000 veicoli. Intanto, in attesa del nuovo evento di protesta le fonti di Ap riferiscono che i “sanguinari” si stanno riposando, ma mantengono pressione nel centro di Bangkok.

I leader dell’opposizione, fra i quali Natthawut Saikuwa, sono convinti che i sostenitori dell’ex premier e magnate thailandese, provocheranno una vera e propria lotta di classe, aumentando le divergenze fra le popolazioni rurali e la classe ricca della capitale.

Oggi è giunto anche un video-messaggio dell’ex premier Thaskin, che ha detto ai suoi sostenitori che farà il possibile per instaurare una vera democrazia e migliorare la vita dei thailandesi, invitando la fazioni divergenti a mantenere la pazienza. Thaskin ha anche accusato il premier in carica, di essere un dittatore al pari di Adolf Hitler.

Intanto, secondo le fonti del Bangkok Post, la polizia sta inquisendo contro le camicie rosse che hanno disseminato il loro sangue di fronte alla casa del premier, mercoledì scorso. A ciò si aggiungono le dichiarazioni del portavoce di Abhisit, che ha riferito che il primo ministro avrebbe istruito i legali del partito democratico, per sporgere un’ azione legale contro Thaskin e il Fronte Unito per la democrazia.

La Commissione dei diritti umani thailandese, rappresentata da Amara Pongsapitch, si è offerta di mediare fra il governo e l’UDD ( Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura)e, dopo aver ricevuto una richiesta formale dai leader del partito di Thaskin, l’ha presentata al Governo, aprendo il dibattito. Dinanzi ad una conferenza stampa, che è succeduta ad un incontro con il primo ministro, ha spiegato che “Il governo ha promesso di seguire gli standard internazionali, e di seguire le regole della Corte Amministrativa che riguardano il diritto ad un dialogo pacifico”.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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