Boss e bis-boss: contatti fra Sandokan e Giuseppe Graviano al 41bis nel carcere di Opera

Non baciamo le mani

Andrea G. Cammarata

Il 41 bis, boss e bis-boss. Stando alle fonti di “Repubblica” il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano di Cosa nostra e il capo dei casalesi, Francesco Schiavone, detto Sandokan, hanno passato assieme l’ora d’aria, nel carcere di Opera.

Il carcere duro del 41 bis ha una sua logica. Il regolamento carcerario inerente, prevede che nelle sezioni dei penitenziari di massima sicurezza, specificamente disposte a questo tipo di regime, vengano rinchiusi solo condannati per mafia e terrorismo. I condannati rimangono in isolamento totale, eccetto durante l’ora d’aria, che trascorrono massimo con altri due o tre detenuti. Per questo unico momento di socialità, le guardie non possono fare altro che scegliere fra chi c’è, ovvero, come in questo caso: il capomandamento di Brancaccio, condannato all’ergastolo per le stragi di mafia, e il padrino di Gomorra, Francesco Schiavone, stessa condanna per il maxi processo Spartacus.

Durante la prima metà di gennaio, secondo le verifiche effettuate dal pool dei pm Antonio Ardituro, Marco del Gaudio e Raffaello Falcone, coordinati dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, i due boss sono a braccetto negli stretti cortili del carcere di Opera. La circostanza è emersa grazie al controllo di una delle corrispondenze di”Sandokan”, il boss camorrista. Una missiva che ha suscitato l’allerta. Nella lettera, scritta poco dopo la sua condanna definitiva, il padrino di Gomorra invita i suoi familiari ad allontanarsi da Casal di Principe perché “sta per arrivare una valanga”, ed è proprio in relazione alle indagini sul mistero inquietante di cosa voglia indicare questa “valanga”, che si scopre della vicinanza dei due boss ad Opera.

Fra non poche polemiche, Giuseppe Graviano, subito dopo essersi riservato dallo smentire le dichiarazioni del pentito Spatuzza che accusava il coinvolgimento di Berlusconi nelle stragi di mafia del ’92, il 2 gennaio è uscito dall’isolamento per aver raggiunto il periodo massimo di isolamento previsto dalla legge. Il 15 Gennaio, la cassazione ha condannato Francesco Schiavone all’ergastolo. In questo lasso di tempo c’è stato il contatto fra i due e il misterioso messaggio in codice inviato a Casal di principe, che ha destato massima allerta.

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Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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