L’arcidiocesi diretta da Ratzinger non accolse l’allarme pedofilia

Notizie, Stato non laico

di Andrea G. Cammarata

L’arcidiocesi tedesca, che fu presieduta dal colui che sarebbe divenuto Papa Benedetto XVI, ignorò i ripetuti avvisi del Dottor Werner Huth, psichiatra che ebbe in cura, nei primi anni ’80, Peter Hullermann, il prete accusato di abusi sessuali su i bambini. Le indicazioni del medico prevedevano che il prete non avrebbe più dovuto lavorare con i minori, lo ha riferito lo psichiatra stesso, Giovedì al New York Times, durante un’ intervista telefonica rilasciata al quotidiano americano, che ieri ne ha dato la notizia.

Il Dottor Werner Huth ha spiegato al suo interlocutore che ai tempi fu molto “scontento” circa l’intera storia, e che pose tre condizioni per la terapia del reverendo Hullermann: chiese alla diocesi di tenerlo alla larga da “giovani” e “alcool”, nonché una supervisione costante del soggetto da parte di un altro sacerdote. Espose quindi le sue indicazioni, circa la destituzione e la cura del sacerdote a Monaco, in maniera scritta e orale alla arcidiocesi diretta dal futuro Papa.

Il New York Times scrive che “Nel 1980 dopo ripetute denunce dei genitori dei bambini di Essen, che Hellermann non smentì, l’allora arcivescovo Joseph Ratzinger accolse l’invito di mandare in terapia il sacerdote”, ma, continua, a dispetto del no dello psichiatra, a padre Hullermann fu concesso di tornare al suo operato già all’inizio della cura.

Il Dr. Huth, che aveva disposto degli incontri personali intensivi, che Hullermann rifiutò in favore di quelli di gruppo, spiega che il prete “si sottopose alla terapia senza la paura di perdere il posto e senza il timore di essere punito”. Nel giro di cinque anni Hullermann fu accusato nuovamente di molestie contro minori e, nel 1986, venne sospeso dal sacerdozio per non aver rispettato l’ordine di non lavorare con i bambini.

Lo psichiatra spiega di non avere mai avuto “comunicazioni dirette” con il futuro Papa e non seppe neanche se Joseph Ratzinger fosse stato o meno informato dei fatti, ma conferma di aver esposto la situazione di pericolo a un vescovo, Heinrich Graf von Soden-Fraunhofen.

Poche le reazioni all’intervista telefonica del New York Times, il Vicario generale attuale della arcidiocesi di Monaco non ha lasciato dichiarazioni, ma Giovedì un suo portavoce, riferendosi alla questione di padre Hullermann, ha detto: “trent’anni fa quei soggetti erano trattati molto diversamente in società” e ha aggiunto “C’era una propensione nel sostenere che avrebbe potuto essere curato tramite terapia”.

Nel 1984, due anni dopo che  Joseph Ratzinger si spostò in Vaticano, Hullermann venne sottoposto a un nuovo trattamento psichiatrico, che gli fu imposto dalla polizia tedesca che lo indagava per abusi sessuali su minori. Un nuovo psichiatra, Johannes Kemper, lo ebbe in cura per un’ analisi di mezza giornata. In quella occasione il medico esplicitò i problemi di abuso di alcol del prete “Beve, e poi sotto l’influenza dell’alcol guarda film pornografici con i bambini”. Giovedì, il pubblico ministero di Monaco ha confermato al New York Times i reati imputati a Hullermann nel 1986: pedofilia e cessione di materiale pornografico. Durante il processo, secondo il dottor Kemper, sarebbero stati “fra 5 o 10” i testimoni vittime degli abusi di Hullermann.

articolo pubblicato su Newnotizie.it

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