E’ giallo, scomparso l’italiano che nuota fra gli squali in Honduras

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di Andrea G. Cammarata

E’ giallo sull’italiano di Montesanto scomparso in Honduras. Maurilio Mirabella, sub, notissimo nel suo ambiente, che ha lasciato il suo quartiere di Napoli per dedicarsi interamente alle immersioni in Honduras, era approdato a Roatan, l’isola dei pirati, nel Mar dei Caraibi, e lì è restato per 15 anni con l’attuale ex-moglie, una attività di diving, turisti, aragoste in qualche ristorante di siciliani, una vita fuori dal sistema.

Mirabella era noto per le sue immersioni fra gli squali, impavidamente s’immergeva oltre quella magnifica barriera corallina che abbraccia parzialmente Roatan, e nuotava fra squali toro e tigre, senza alcuna protezione, e faceva lo stupore dei turisti che accompagnava, protetti da una gabbia di acciaio immersa nel mare, per sfamare con qualche mollica di pane quegli squali tristemente famigerati.

Questo tipo di escursione faceva la gioia sua e dei sub, e in tanti giungevano nell’isola per provare un brivido negli abissi, che solo lui sapeva donare, come fosse un capitano Nemo degli squali, che al posto di uno scafandro utilizza una gabbia d’acciaio per mostrare ai suoi appassionati clienti le meraviglie e le insidie del Mar dei Caraibi.

Ma nulla di tutto ciò sembra pervenire nel mistero, la scomparsa non pare assolutamente dovuta a un attacco sanguinario degli squali, nel diving center di sua proprietà, i parenti che ne hanno denunciato la scomparsa, hanno trovato tutto in ordine, attrezzature e bombole.

Ci sono invece minacce, un attentato alla sua vita, forse dovuto al successo della sua attività. I fratelli infatti sostengono che tempo fa due uomini cercarono di ammazzarlo.

Mirabella, 47 anni, a chi l’ha visto prima della sua scomparsa, ha lasciato l’ultima immagine di sé a bordo di un Suv grigio, con il suo compagno d’immersioni Luca, un calabrese anch’egli sparito; si dirigeva chissà dove nelle strade verso l’interno dell’isola honduregna, ma non era lui a guidare, seduto al posto di guida c’era uno sconosciuto. I fratelli e l’ex moglie, con la quale il sub viveva nell’isola, allarmati dalla strana scomparsa di oltre due giorni, hanno dato l’allarme alla polizia locale e all’ambasciata italiana di Tegucigalpa che poi ha riferito alla Farnesina.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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