Il pozzo dei cani impiccati

Notizie

di Andrea G. Cammarata

La notizia sconcertante, è del Giornale di Sicilia di oggi. Torturavano i cani e li impiccavano in un pozzo. Bulli. Agivano come boia condannando la vita di animali indifesi, per il proprio piacere.

A Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento, i corpi dei cani sono stati trovati senza vita nel fondo di un pozzo, con gli strumenti usati per le sevizie: i cappi, le corde con i quali l’ultimo respiro è stato tolto, ai poveri quadrupedi  condannati a morte.

Contrada Balata, in quella campagna della provincia di Agrigento a un’ora da Sambuca di Sicilia, un paesino di 6mila anime, ancora una volta scena di sangue siciliano. Ma stavolta non è sangue mafioso, piuttosto è sangue frutto della noia. I passanti che hanno trovato le carcasse indicano infatti un movente: ragazzi scheffarati che avrebbero agito sull’onda di un bullismo, per dimostrare chissà che’. Lo rivela l’ente nazionale protezione degli animali riportando alcune impressioni dei paesani: ” la gente del posto sembra non avere dubbi sugli autori: sarebbe opera di bulli”.

Sembrerebbero quindi la  noia e l’ orrore a far parte di un macabro scenario, un rito di uccisione avvenuto più volte, in cui gli animaletti indifesi venivano vestiti del cappio della morte e impiccati in un pozzo. Attorno, i loro aguzzini, giovani, magari di buona famiglia, criminali. La tortura, il piacere di vedere soffrire e rantolare una bestia che nulla può. L’incoscienza di ragazzini, o, vagliando un’altra pista, l’atto vendicativo di chi, con segnali minacciosi, voleva dare un messaggio.

La conferma dei fatti giunge anche da  Cataldo Paradiso, presidente della sezione catanese della Protezione degli Animali, “I corpi senza vita dei poveri cani avevano evidenti segni di torture subite. Sulle parte dello stesso pozzo sono stati trovati altri cappi evidentemente serviti allo stesso scopo in altre occasioni; più in basso, tra pneumatici e altri rifiuti c’era anche la carcassa di un cavallo”. Intanto il Sindaco di Sambuca di Sicilia ha dato l’allerta assicurando un maggiore controllo nelle campagne, e i carabinieri hanno cominciato le indagini.

Le reazioni del presidente nazionale dell’Enpa ( ente nazionale protezioni animali): dura, Carla Rocchi, che ha raccolto l’indignazione di molti, facendosi portavoce: “Torturare essere viventi indifesi è vergognoso, non si dimostra coraggio in questo modo; si evidenzia invece una debolezza umana capace solo di avere ragione su esseri incolpevoli”. La presidente ha aggiunto che l’ente è pronto a costituirsi parte civile nel procedimento che imputerà gli autori delle barbarie.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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