Germania, Monaco di Baviera. 11 arrestati presunti affiliati della ‘Ndrangheta

Non baciamo le mani



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di Andrea G. Cammarata

A circa un mese e mezzo dall’arresto dei presunti assassini della strage di Duisburg, dove persero la vita sei giovani italiani, in Germania si torna a parlare di ‘Ndrangheta.

Sono undici gli arresti confermati dalla polizia tedesca, che ieri mattina ha dato corso a una operazione contro un traffico internazionale di cocaina fra l’Italia e la Baviera, eseguendo, a Monaco, un sequestro di parecchi chili di polvere bianca.

Gli arrestati, presunti affiliati alla mafia calabrese, stando a quanto riferiscono gli agenti di Inglostadt, sono quindi 11, fra i 22 e i 54 anni, ma il numero degli indagati ammonterebbe a 18.

Le forze dell’ordine durante il blitz hanno effettuato 75 perquisizioni domiciliari presso uffici, appartamenti e presso varie attività imprenditoriali come pizzerie, bar e pub.

Il traffico di cocaina, secondo gli inquirenti, era costante e mirava a rifornire l’intera area di Monaco di Baviera. Stando alle informazioni delle forze dell’ordine di Brescia, dove è già aperta un’inchiesta parallela a quella tedesca, il traffico internazionale sarebbe partito proprio dalla città del nord-Italia, dove i corrieri calabresi avrebbero avuto una base.

Con questa notizia di nuovi arresti di ‘Ndrangheta, in Germania, grazie alla cronaca giornalistica si ridesta lo stato d’allerta e, al contempo, tutte le volte, giunge forte un sospiro di sollievo, ma questo non sembra sufficiente, la storia insegna che le vittime di mafia non si scongiurano solo con gli arresti o con la cronaca, e nemmeno così si sconfiggono quegli strani fenomeni che, sempre più, prendono piede un po’ ovunque, parlando di omertà, divenuta ormai anche settentrionale, e di lassismo delle leggi antimafia.

C’è altro che bisogna conquistare: la consapevolezza, la dignità dei rapporti, e il sano sospetto.

L’affermazione di etica si calza come un cappello sull’incoscienza del popolo tedesco, che, a fronte dell’aumentare dell’infiltrazione mafiosa nel suo paese, nega. Insomma si beve un’ottima birra. Recentemente il governo tedesco, per esempio, ha negato l’esistenza della ‘Ndrangheta in Germania. Anche la strage di Duisburg è stata solo un brutto ricordo cancellato via. Ma Petra Reski, giornalista tedesca di mafia, in una sua recente intervista, spiega chiaramente quanto il timore di un’infiltrazione mafiosa nella moderna e pulitissima Germania, sia diventato un’autentica realtà sempre più palpabile.

Negarlo, come fanno anche alcuni capi di polizia in Italia (a riguardo della presenza mafiosa nel nord Italia), non basta. La ‘Ndrangheta è la mafia più potente al mondo, lo confermano un recente rapporto dell’amministrazione Obama e la svariata letteratura di stimati autori in criminologia, essa ha basi operative in tutto il mondo.

A dispetto della mafia siciliana, oramai pesantemente indebolita, gode di un vastissimo potere finanziario, che ne cela, per un’astuta scelta criminale, quello sanguinario. E’ proprio come racconta la Reski, la mafia calabrese ama muoversi nel silenzio, a passi felpati, appare pulita come lo è la Germania, e s’inserisce nei mercati internazionali più insospettabili, magari sfruttando il cambio delle valute per ripulire il denaro nei paesi dell’Est, e andando negli Stati dove non vige alcuna legislazione antimafia,come in Germania, dove le intercettazioni non esistono*, e nemmeno esiste il reato di associazione di stampo mafioso.

Fino a quando, tramite legami di parentela strettissimi o riti di affiliazione simil-massonici, essa s’inserisce nel territorio anche militarmente, come lo vuole il caso di Duisburg, o controllando il mercato degli stupefacenti come a Monaco, e comincia a investire e riciclare denaro di provenienza illecita. Lo fa, con parvenza integralmente legale, in alberghi, ristoranti, pub, e senza destare nessuna allerta, perché glielo permette sempre la legislazione tedesca, la quale non è tenuta a sospettare sui metodi di pagamento atipici -in denaro contante- tramite cui avvengono gli acquisti milionari di immobili, operati dalla criminalità organizzata. E, talvolta, capita che dietro questa abilità finanziaria qualcosa vada storto, e che ‘Ndrangheta esploda in tutta la sua rabbia omicida.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

Articolo postato su Malitalia.it

* Agg. 5/4/10 (“Le intercettazioni sono incostituzionali, ma consentite quando sussiste il sospetto di un tale reato. Il provvedimento è sussidiario. Il controllo è infatti ammissibile soltanto qualora la conduzione delle indagini e la perquisizione dell’abitazione della persona indagata risultino particolarmente complesse con altri strumenti e non offrano utili prospettive ai fini dell’esito delle indagini stesse”)

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