Onu, Afghanistan primato mondiale della produzione di cannabis

Non baciamo le mani

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Di Andrea G. Cammarata

E’ notizia di oggi di un rapporto dell’Onu che cede il primato della produzione di cannabis del Marocco, all’Afghanistan. Secondo le stime riportate nel documento, il numero di ettari di campi dedicati alla coltivazione della cannabis in Afghanistan, aumentano dai 10mila ai 24mila l’anno.

La coltivazione della pianta sacra avviene in 34 province dello Stato medio-orientale concentrandosi soprattutto nel Sud, dove è maggiore l’instabilità politica. La produzione si calcola sia circa di 145 Kg di droga per ettaro. La droga ottenuta dalla cannabis è l’haschisch, ovvero la resina ricavata dalla battitura dellepiante.

Dati alla mano la produzione afghana e più che tripla rispetto a quella del Marocco, dove i contadini da un ettaro di terra coltivato a Cannabis, riescono a trarre appena 40 Kg di droga.

Antonio Maria Costa, direttore del dipartimento crimine e droga dell’Onu, asserisce che la produzione di Cannabis dell’Afghanistan, stimata fra le 1.500 e le 3.500 tonnellate l’anno, attribuisce al Paese il primato di maggior produttore al mondo di hashish, e aggiunge che il rapporto dell’Onu dimostra che “la situazione della droga in Afghanistan è più complessa del traffico di oppio”, confermando la necessità “di lavorare in modo più serio per la diminuzione della produzione della cannabis, come parte di una strategia nazionale di controllo delle droghe”.

Secondo il rapporto dell’Onu le rendite della produzione di droga attraverso la coltivazione della cannabis stimolerebbero i coltivatori, essendo maggiori di quelle ottenute dall’Oppio, infatti, per ettaro, la produzione di Cannabis rende 3.900 Dollari americani, contro i 3.600 dell’Oppio.

A ciò si aggiunge la facilità con cui la Cannabis viene coltivata e lavorata, rispetto all’impegno, tre volte superiore, che richiede la droga ottenuta dal papavero, l’eroina. Tuttavia i contadini afghani favoriscono ancora la coltivazione della droga del sonno, a causa dell’eccessiva richiesta idrica, soprattutto nel periodo estivo, della coltivazione della Cannabis.

Le rotte dei narcotrafficanti dell’hashish afghano, spiega il rapporto, seguono naturalmente quelle dell’oppio, passando principalmente attraverso Balkh, Uruzgan e Kandahar.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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