Congo: 8 funzionari della Croce Rossa rapiti dalla milizia Mai Mai

Africa

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di Andrea G. Cammarata

Il comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha riferito oggi ai media internazionali della scomparsa di otto dei suoi operatori, attivi nella Repubblica del Congo. I membri dello staff della Croce Rossa sarebbero stati rapiti venerdì scorso in una zona a est del Paese africano, sette di loro sono congolesi e uno svizzero.

Secondo alcune fonti sarebbero tenuti in ostaggio dalla milizia Mai Mai Yacutumba, che dall’anno scorso ha rifiutato d’integrare i propri combattenti ad una nuova milizia governativa congolese e sta destando alcuni problemi di sicurezza interna del Paese; proprio la settimana scorsa, secondo quanto riportato da una missione dell’Onu, il gruppo ha teso un’imboscata alle forze governative del nord-est di Fizi, zona orientale del Congo, uccidendo un ufficiale congolese; i sequestrati potrebbero essere usati  dai Mai Mai  Yacutumba come eventuale garanzia da possibili ripercussioni della milizia governativa congolese sulla morte dell’ufficiale.

Va aggiunto che  le milizie Mai Mai, di svariata natura, definiscono genericamente diverse forze armate congolesi, per lo più costituite da anziani delle tribù, capi villaggio e militanti di vario genere che combattono per difendere il proprio territorio da altri gruppi militari popolari indigeni, o per difendersi dalle invasioni di forze rwandesi Hutu. E  il rapimento, secondo quanto comunicato dalla Croce Rossa, è avvenuto proprio nella zona del Fizi, nella provincia di South Kivu, distante circa un centinaio di chilometri dal confine congolese con il Rwanda.

Franz Rauchenstein, capo della delegazione della Croce Rossa in Congo, ha lanciato un appello alle milizie Mai Mai “Chiediamo al gruppo che detiene il nostro personale di rilasciarli il più rapidamente possibile” e ha aggiunto “Insistiamo nel chiedere il rispetto della natura totalmente neutrale, imparziale ed umanitaria del nostro operato e che ai nostri colleghi sia data la possibilità di riabbracciare presto i propri cari”. Secondo quanto riportato da Reuters”, un portavoce della Croce Rossa ha dichiarato di non essere in grado di fornire altre informazioni sugli ostaggi, né di dire se vi siano state comunicazioni fra l’organizzazione internazionale e le milizie. Ma alcuni giornali svizzeri riportano di “contatti” stabiliti fra i rapitori e i capi villaggio locali, questi ultimi avrebbero poi informato l’organizzazione internazionale del “buono stato di salute” dei sequestrati. Sui media svizzeri appaiono anche le dichiarazioni di Inah Kaloga, responsabile CICR in Congo, “Siamo in allerta perché sono sequestrati in una regione dove ci sono ancora operazioni militari in atto”.

L’attività della Croce Rossa è permanente nelle zona orientale del paese presso le località di Bakavu, Uvira, Marunga e Fizi, quest’ultima interessata ai rapimenti che stanno destando molta preoccupazione.

Ma ben più gravi sono le tragedie della popolazione orientale della Repubblica democratica del Congo, duramente sconvolta dai massacri delle milizie Rwandesi Hutu, che solo nel 2009 hanno provocato la morte di  almeno 1.400 persone, di cui moltissimi bambini e donne, vittime di uccisioni barbare a colpi di machete e di stupri seriali, che vengono  utilizzati come un’ arma militare.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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