Emozionata ma sempre Renata, Polverini nominata presidente Regione Lazio

Berlusconia

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di Andrea G. Cammarata

Renata Polverini, in forza al Pdl, è diventata oggi ufficialmente presidente della Regione Lazio, il titolo le è stato conferito dall’Ufficio Centrale elettorale della Corte di appello di Roma.

Sorridente, girocollo poggiato su una sobria scollatura, e piega dei capelli di tutto punto, Renata non si è scomposta affatto. La presidenza l’ha sì commossa, ma, e lo dice francamente, lei resta “Renata” e non ha nessun timore su come possano andare le cose durante il suo mandato. In ufficio, come nuovo arredo, ha già detto che porterà “gli amuleti collezionati in campagna elettorale, ma -ha aggiunto- Anche il disegno che mi hanno regalato i bambini dell’ospedale del Bambin Gesù”, quindi, vista la quantità di tali feticci, ogni dubbio sulla possibile malasorte della sua presidenza è da sbarazzare.

“Da questo momento si lavorerà in modo ancora più intenso di quello che abbiamo fatto fino ad ora per la formazione della Giunta” perché, ha aggiunto Renata Polverini, “la Giunta è una cosa seria e quindi va usato tutto il tempo necessario”, facendo riferimento ai 10 giorni,  indicati come limite massimo dallo Statuto Regionale, per la formazione della squadra di governo dal momento della nomina a presidente. Da non tralasciare che la sua Giunta -Renata Polverini lo ha assicurato lanciando una sfida a partire da “oggi”- sarà fatta di “per so ne per be ne”.

Insomma la neo-governatrice ha voluto la sua bicicletta e ora di certo non si spaventa a pedalare contro ogni insidia, pur avendo ammesso che “Dopo le elezioni questo è il momento in cui senti il peso della responsabilità”.

“Mi viene da piangere -ha detto la neo-governatrice-, poi piangerò” e così è stato; e di colpo, dopo tutto il polverone che c’è stato per farla arrivare lì in Regione, è sembrato che anche la sala di Via Cristoforo, dove le è stato consegnato l’attestato della sua nomina, potesse essere anche quella un po’ polverosa. Invece era solo l’emozione per il raggiungimento di un’ambita carica. Dunque nessun bruciore agli occhi, ma solo lacrime di gioia.

“Sono molto emozionata” ha detto nel suo ufficio prima di avvicinarsi alla sua nuova scrivania di comando, momento in cui, dopo aver lanciato uno sguardo di stupore al grandissimo Pc che sovrasta la sua postazione, cominciando a scherzare ha sfogliato una copia dello Statuto regionale, definendola “impolverata”.

Al secondo piano di Via Cristoforo, dove ha sede la Regione Lazio, è stata vista anche la madre, Gianna, in Polverini, che tutti ricordano la sera degli scrutini mentre inseguiva la figlia Renata, che invece era impegnata davanti a qualche decina di giornalisti a stappare il suo bottiglione di Magnum. Furono momenti di gloria.

Tornando al presente, fra l’altro, la governatrice spiegando che come primo impegno controllerà il bilancio della Regione, ha parlato anche dei 60 punti del suo programma elettorale, un programma che sicuramente sarà all’altezza del Lazio “una Regione che ha molte difficoltà”, ha riferito Renata Polverini.

Che quindi ha assicurato che pedalerà duro per la regione Lazio, ma non sempre in un ufficio, almeno stando a quanto ha detto al Corriere della Sera: “Non starò chiusa qui” e  ” Sarà difficile che resti chiusa nelle stanze della Regione, chi mi conosce sa che è dura tenermi chiusa per troppo tempo nello stesso posto”.

Ai cittadini laziali comunque, la vista di Renata Polverini a zonzo, a detta sua, sortisce un effetto tutto speciale: “Mi fa un po’ effetto che la gente si stupisca di vedermi in giro, continuerò a fare le cose di tutti i giorni come andare al mercato e fare la spesa”. E così sia: “Sono emozionata, ma resto sempre Renata”.

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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