Usa: affondata piattaforma BP, enorme macchia di petrolio già visibile dalla Louisiana

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di Andrea G. Cammarata

Una tragedia ambientale senza precedenti, la piattaforma petrolifera BP sta disperdendo nel mare antistante alla Louisiana, circa mille barili di petrolio al giorno, l’equivalente di 160mila litri di greggio.

Il disastro ambientale nel golfo del Messico si è scaturito martedì scorso quando a seguito di un’esplosione sulla piattaforma Deep Water Horizon, che ha provocato la morte di 11 delle persone presenti, migliaia di litri di petrolio sono cominciati a fuoriuscire dalle tubature e dalle valvole, fino a quando venerdì scorso la struttura è affondata.

La piattaforma all’attivo disponeva di 2,6 milioni di litri di petrolio ed era in grado di estrarre  90mila litri quotidianamente. La BP, società petrolifera brittanica che gestisce la piattaforma (proprietaria ne è la Transocean), dopo l’esplosione si era detta possibilista sulle limitazione del danno dovuto alla fuoriuscita del petrolio allontanando ogni ipotesi sulla malaugurata conseguente catastrofe, ma nulla di fatto ha confermato le rosee previsioni.

Il Corriere della Sera, che sta seguendo il caso, riporta le parole di Richard Metcalf, ingegnere Bp, parole quasi assurde che descrivono sommariamente l’operazione di riduzione delle perdite attuata dalla società petrolifera, come se si trattasse di “mettere un tappo di sughero a una bottiglia di champagne”.

Ciò che si sta tentando di fare è infatti di fermare le fuoriuscite del combustibile dalle tubature della piattaforma che arrivano a profondità sub marine anche di 5mila metri, fondamentale in queste operazioni è il sussidio di robot marini in grado di suturare le falle. Altro metodo per fermare le fuoriuscite è quello di pompare cemento all’interno delle tubature interessate all’esplosione, ma l’iniezione di cemento necessita molto tempo vista anche la profondità a cui si sono verificati i danni. Si aggiungono le condizioni meteorologiche che sono del tutto sfavorevoli ai soccorsi e stanno complicando gli interventi di sicurezza.

Il danno è di dimensioni spaventose, si parla di una macchia di petrolio grande 1.500 chilometri quadrati che si sta ingrandendo del 50% avvicinandosi pericolosamente all’arcipelago delle Chandeleurs, una riserva naturale di uccelli. La macchia è già visibile dalle coste della Louisiana, dalle quali dista appena 60 chilometri.

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Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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