Lodo Alfano bis, sfornato il ddl costituzionale

Berlusconia

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di Andrea G. Cammarata

La maggioranza lo aveva detto: la legge sul legittimo impedimento la facciamo in attesa di un Lodo Alfano bis costituzionale. Ed eccolo qui, anticipato dall’Ansa, un disegno di legge costituzionale, uno scudo giudiziario blocca-processi, forgiato su misura per il presidente Berlusconi, per i suoi ministri e per il presidente della Repubblica.

Secondo quanto riferito dall’Agenzia il disegno di legge, non si sa come, è di rango costituzionale, ma non modifica la costituzione, si compone in soli tre articoli e porta gli autografi del capogruppo Maurizio Gasparri e del vicepresidente del Popolo delle Libertà, Gaetano Quagliarello.

Per quanto è dato intendere per ora, questo nuovo progetto “Berlusconi salvati le penne” prevede che il procedimento giudiziario continui regolarmente. Ma per quanto riguarda l’apertura di nuovi processi, il magistrato deve darne comunicazione alla Camera o al Senato, a seconda di dove risieda il parlamentare o il ministro in questione; da quel momento la Camera ha 90 giorni utili per accettare la “gentile proposta” del magistrato e consentirgli di iniziare il processo, o per richiedergli la sospensione dello stesso fino al termine del mandato del politico che è soggetto del procedimento giudiziario.

Secondo le poche informazioni di cui si dispone adesso, sembrerebbe quindi che la scelta legislativa anti-processi del Governo miri a mantenere in vita il legittimo impedimento per i procedimenti giudiziari in corso e a impedirne l’avvio di nuovi con il nuovo ddl costituzionale. E’ come una botte di ferro, un’armatura integrale che solo alla Corte costituzionale spetterà fondere, perché sia rispettato l’articolo 3 della costituzione, quello famoso: “la legge è uguale per tutti”.

L’occasione merita di buttare un occhio sulla situazione europea, per quanto riguarda scudi e sospensione dei processi: Germania, il presidente della Repubblica gode dell’immunità contro eventuali procedimenti legali, Francia, l’immunità per il capo dello Stato è costituzionale, in Spagna e in Inghilterra la cosa è possibile solo per i reali. Ora a meno che Silvio Belrusconi non sia diventato davvero il Re, o -come lo spera- sia già divenuto il Presidente della Repubblica italiana, non s’intende come l’esecutivo possa godere di tanta fantasia nel presentare un altro lodo Alfano, con l’aggiunta di curiose ammissioni che dicono che la costituzione non si modificherà.

Tutti sanno che il primo “oh lodo Alfano, salvami le penne” invocato dal presidente del Consiglio “per governare in pace” è stato bocciato dalla Corte costituzionale il 7 ottobre scorso perché, nonostante la firma del presidente della Repubblica, era in violazione degli articoli 3 e 138 della costituzione. Insomma al legislatore era sfuggito che la legge è uguale per tutti e che, putacaso si voglia cambiare d’avviso, è necessaria una modifica della Carta costituzionale, che in Italia purtroppo, almeno per ora, non è il menu di un ristorante.

Articolo pubblicato su Newmotizie.it

Leggi anche:  Lodo Alfano e democrazia

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