Le Monde: “Bondi come il figlio del Duce”

Estero, brutte figure

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di Andrea G. Cammarata

Il buondì dello scorso week-end -all’italiana- ce lo ha dato Sandro Bondi, poeta sulle orme del Dolce Stil Novo, ministro della Cultura, che, per dare solo qualche cenno alla sua carriera politica , a vol d’ anatra è passato dal comunismo al Popolo delle libertà; a Bondi “Draquila, l’Italia che trema”, il film di Sabina Guzzanti in partecipazione straordinaria al festival di Cannes, non gli va giù, e in Francia non ci metterà piede, non approva, “ha declinato l’invito” della kermesse dei cinematografari, esprimendo “rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo.”Parole dal vate di Berlusconi, il dernier, salvatore degli abruzzesi.

“Draquila”, per dirla con le parole di Sabina Guzzanti, “è una riflessione sulla deriva autoritaria di questo paese”, racconta la gestione post-terremoto del governo in Abruzzo, un po’ alla maniera di Michael Moore, con l’aggiunta di satira e imitazioni: i terremotati nelle tende, il “miracolo” di Berlusconi nella costruzione delle case, i suoi show, i potenti che la sera del terremoto se la ridevano, la cricca…Parafrasi non autorizzata del titolo: “avvoltoi e succhia sangue”, spiegano alcuni.

Tanto dura sembra la pellicola, che addirittura si parla di correre in aiuto all’avvocatura dello Stato, vedi Micaela Brambilla, ministro del turismo:

“Mi riservo di dare mandato all’avvocatura dello Stato per i danni che queste immagini (quelle anticipate la sera prima ad Annozero, nda) potrebbero arrecare al nostro Paese. Queste immagini mi indignano e mi offendono ancor prima come cittadino che come ministro. E’ ora di finirla di gettare discredito sul nostro Paese. La sinistra da mesi critica e cerca di buttare fango sulla nostra Italia”

Il discredito invece lorsignori l’hanno aumentato, eccome, negli stessi giorni Le Figaro e Le Monde, due quotidiani d’oltralpe mica da ridere, ripartono all’attacco, con lo sputtanamento feroce e dovuto dell’esecutivo del Bel Paese.

Le Monde titola: “Quando il ministro italiano Sandro Bondi snobba Cannes”, articolo a firma Philppe Ridet, che del nostro buon poeta Bondi racconta:

“Scrive poesie e, ciò che è peggio, ogni tanto le pubblica. Ama Berlusconi quasi alla devozione, per lui ha buttato alle ortiche gli ideali comunisti della sua gioventù. Quando qualcuno attenta l’immagine del suo idolo, lui ringhia.”

E in chiusura di articolo aggiunge un paragone storico con l’affaire Bondi:

“Vittorio Mussolini, il secondo figlio del Duce, produttore e realizzatore, durante il regime fascista, uscì infuriato dalla proiezione di Ossessione, di Luchino Visconti (1942): “Questa non è l’Italia”, scrisse. Nel 1948 Giulio Andreotti, volle interdire “Ladri di Biciclette” di Vittorio de Sica, e altri film neorealisti perché davano un’immagine “deprimente” dell’Italia. Almeno loro i film li guardavano.”

Bondi no, i film non li va a vedere nemmeno, ma scrive poesie a Silvio “cosciacorta”, come quelle apparse sul numero di Micromega di qualche mese fa  -tutte uguali: “A Silvio: Vita assaporata/ vita preceduta/ vita inseguita/ vita amata/ vita vitale/ vita ritrovata/ vita splendente/ vita disvelata/ vita nova.” Ce n’è un’altra per Luciana Litizzetto: “Sbirulino dispettoso/ Celata malinconia/ capricciosa fantasia/ dolce malizia.” Poca roba, ma per ora ci asteniamo dalla critica. Tornando alla stampa francese, le Figaro titola: “L’esecutivo italiano boicotta Cannes”, con un articolo tutto pro-Guzzanti, della quale riportiamo alcune dichiarazioni: “gli abitanti dell’Aquila sono restati sotto le tende per 6 mesi solo perché il governo voleva fare il miracolo delle case.”

Intanto gli “editti bulgari berlusconiani” si rinnovano di giorno in giorno, l’ultimo è quello per la trasmissione di Serena Dandini “Parla con me” su Raitre, rea di aver fatto satira contro il governo. A voi le parole del Premier durante il Consiglio dei ministri di qualche giorno fa: “Come al solito una trasmissione pagata con i soldi pubblici si diletta nell’avere come unico bersaglio il governo e si diverte ad aggredirlo”.

Poi ricordate l’affaire, Saviano non va in Francia perché il governo non vuole brutte figure con il libro Gomorra, sollevato da Liberation (altro giornale francese), si era concluso con una secca smentita dell’autore campano; stavolta invece è vero: il governo si vergogna e non ci mette neanche la faccia.

Leggi anche:

-Brutte figure all’estero. L’express: “Berlusconi seduce ancora gli italiani, ma li seduce meno”

– Nuovi osservatori: “Parigi non val bene Gomorra”

-Berlusconi e Mondadori: un articolo di Le Monde per le brutte figura di Gomorra

– Berlusconi e le brutte figure di Gomorra

Articolo pubblicato su Newnotizie.it

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2 pensieri su “Le Monde: “Bondi come il figlio del Duce”

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