Marea nera:USA ammette colpe, Obama apre commissione d’inchiesta indipendente

Sporco mondo

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di Andrea G. Cammarata

Marea nera. E’ la  volta del decreto presidenziale. Barack Obama utilizzerà proprio questa formula per dare luogo a una commissione d’inchiesta indipendente, che avrà il compito di analizzare il disastro ambientale provocato dall’affondamento della piattaforma Deep Water Horizon, avvenuto nel Golfo del Messico il 20 aprile scorso.

Ancora non è chiaro chi presiederà la commissione, i nomi degli incaricati verranno resi noti la settimana prossima. L’amministrazione Obama alimenta così la sua credibilità, peraltro indebolita,  sulla gestione dell’affaire Bp, istituendo una nuova commissione autonoma, che rimpiazzerà quelle già in essere create dal governo subito dopo il disastro. Il segnale è chiaro: fare luce il più possibile e farlo in maniera indipendente. Difficile, che il governo Usa infatti possa condurre autonomamente un’inchiesta imparziale nella quale è interessato a sua volta.

Già, il ministro del Territorio Ken Salazar ha ammesso in Congresso, al Senato, le responsabilità USA per ciò che riguarda le perdite di petrolio. A ciò ha aggiunto il mancato intervento necessario da parte del governo, nel garantire la sicurezza nelle piattaforme off shore. Salazar poi, di fronte alla Commissione Energia e Risorse, dopo il mea culpa e nonostante le sue siano le prime dichiarazioni dal momento del disastro del 20 aprile, ha garantito un maggior impegno nella battaglia con le società petrolifere, le quali fin a ora hanno impedito ogni eventuale e necessario cambio di rotta nel “loro modo di fare business”, ha spiegato. Ancora, Salazar: “Non abbiamo fatto e non faremo mai marcia indietro nella nostra agenda” e “Daremo all’agenzia –la Minerals Management Service– più risorse, più poteri, più autorità e maggior indipendenza” . L’agenzia in questione è responsabile delle estrazioni nel Golfo del Messico.

Tutta la questione intanto ha assunto delle proporzioni gigantesche, per ciò che concerne danni ambientali ed economici. Uno “spettacolo ridicolo” , diceva Obama commentando i rappresentanti delle società petrolifere, che si erano pronunciati durante il Congresso di Venerdì scorso. Di fatto la presenza scenica da american movie c’è, ed è di entrambi:  governo Usa e società petrolifere, che paiono impegnate in un ping-pong a scagionarsi l’un l’altro.

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Questo articolo è pubblicato anche su Newnotizie.it

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