Caccia alle balene. L’Australia denuncia il Giappone

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Di Andrea G. Cammarata

Sono circa un migliaio all’anno le balene uccise dal Giappone in nome della ricerca scientifica e di una millantata tradizione “culturale”, l’Australia, dopo ripetuti avvisi, ha detto basta, denunciando il governo nipponico alla Corte internazionale di giustizia.

Oggi la notizia è stata ripresa proprio dall’Agenzia giapponese per la pesca che ha commentato la denuncia all’Aia scrivendo in una nota: “Siamo stati informati che l’Australia ha deposto una denuncia alla Corte dell’Aia per la pesca della balena per motivi scientifici. Vedremo come rispondere.”

In realtà da rispondere ci sarebbe ben poco, se non uno stop definitivo ad una caccia che di utile non ha nulla. Di fatto la pesca commerciale delle balene è bandita dal 1986, tuttavia in Giappone non si è mai arrestata, ne da’ notizia oggi anche Peace Reporter. Il trucco dei giapponesi è quello di far passare l’uccisione dei cetacei per “motivi scientifici”, un fine “nobile” che ha consentito finora la pesca di un migliaio di esemplari l’anno, di cui 507 solo tra dicembre e marzo.

L’interdizione della pesca dei cetacei risale appunto ai primi anni ottanta, quando la Commissione internazionale sulle balene, intervenne a regolamentare una pesca brutale che metteva in grave pericolo la continuazione della specie animale.

Le pressanti richieste delle organizzazioni internazionali, fra cui si ricorda l’esempio di Peter Bethune, un attivista della lotta alle baleniere, fra l’altro di recente arrestato in acque giapponesi, hanno permesso un’apparente riduzione degli esemplari pescati. Peace Reporter scrive che le proteste hanno persuaso l’agenzia della pesca di Tokyo a dimezzare il numero di balene da pescare previsto per il trimestre dicembre-marzo, facendolo così scendere da 985 a 507, che è stato poi il numero effettivo di balene uccise.

La denuncia alla Corte internazionale era già nell’aria da tempo, sia Nuova Zelanda che Australia, hanno già contestato duramente la spietata caccia ai cetacei nel Mar Antartico, e minacciavano da tempo un’azione legale contro il Giappone. Quindi la denuncia è arrivata, e Hirufumi Hirano, portavoce del governo nipponico di tutta risposta ha etichettato come “deplorevole” l’iniziativa australiana, in nome di una pesca scientifica “autorizzata”, poiché non commerciale, come indicato dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene.

Questo articolo è pubblicato su Newnotizie.it

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Leggi anche:

– Giappone le balene reclamano, il loro attivista Peter Bethune rischia l’arresto

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