Assemblea Confartigianato: parla B. l’artigiano

Berlusconia

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Di Andrea G. Cammarata

Lui, il capo del Governo, migliore e più anziano degli altri leader, non è soltanto uomo “che fa la professione della politica”, è anche imprenditore come loro: “Vi faccio gli auguri da presidente del consiglio e da collega a tutti voi”, si è rivolto così infatti alla platea di piccoli e medi imprenditori dell’assemblea annuale di Confartigianato, concludendo il suo preconfezionato intervento. Silvio Berlusconi oggi ha confermato ancora una volta la sua doppia identità, quella political-imprenditoriale e quella fatta di vanità e propaganda.

Anche Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, si è visto allietare sul palco dalla mano paterna berlusconiana, rassicurante, poggiata sulla spalla, e dalla sua voce: “Se non avessi avuto il ‘no’ di Emma -Marcegaglia-, avrei proposto anche a te di fare il ministro, ma ne parleremo in separata sede…” –CONSENSO- Entrando poi nel vivo del suo discorso, Belrusconi è un mito, e sfodera sondaggi di natura misteriosa “Io credo  che questo governo meriti quel 50% di apprezzamento che ha nel paese, e che anche il presidente del Consiglio meriti quello che ha come apprezzamento, che è superiore al 60%, che è una cosa miracolosa, in un momento di crisi…” , un miracolo, ha detto, rispetto a “tutti gli altri” colleghi in Europa, che sono sotto al 30% – e qui, dai sondaggi pubblicati da Repubblica e ripresi anche all’estero, la storia è diversa: il 62% di apprezzamento risale al 2008, oggi siamo al 41%.-. L’autoanalisi comunque di Berlsuconi ai suoi sondaggi è che: “un apprezzamento così elevato non si trova naturalmente nelle televisioni o nella stampa, ma lo si trova nella mente e nel cuore dei cittadini.”

CINA. Molte, le suadenti parole del Premier per la Cina, un Paese che è una figata pazzesca, dove vale proprio la pena d’investire, e di ciò è stato informato anche dalla figlia, che tornata da una gita cinese gli ha riferito: “Papà meno male che c’è stato il comunismo in Cina per tanti anni se no sarebbero già loro i padroni del mondo.” Tuttavia l’invito del presidente ai partecipanti dell’assemblea, è stato quello di delocalizzare in oriente le proprie imprese, perché “Sarà difficile la vita per noi prossimamente, abbiamo dei costi del lavoro che sono elevatissimi”, quindi andate in Cina o in India dove il lavoro è pagato “un dollaro all’ora”, e poi, almeno si è salvato in corner: “io credo che dobbiamo soprattutto delocalizzare i nostri prodotti…”

TERREMOTO. “Io non ho partecipato a nessun appalto, non ho raccomandato nessuna azienda” ha aggiunto “posso assicurare che nei 390 contratti di appalto del terremoto non c’è stata nessuna cricca.” E nessuno ne aveva dubitato…

MAFIA. Soddisfatto il premier delle numerose confische ai beni mafiosi, e di leggi fatte dal governo “leggi che ci consentono di sequestrare beni anche a figli e nipoti, di chi è stato mafioso…”

DDl Intercettazioni. L’ira berluscheide è divampata sul ddl intercettazioni cui, a detta sua, si opporrebbe solo “una piccola nomenclatura e lobby di magistrati e giornalisti”, fino a quando la sua voce si gonfia: “la grandissima parte degli italiani è stanca di  non potere usare il telefono per tema di essere spiata.” Ma aspettatevi di più: “L’attuale ddl non risolve tutti i problemi ma è un primo passo importante, cercheremo di migliorarlo più avanti. Su questa legge c’è stata molta baraonda sui giornali. A favore delle intercettazioni c’è solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti. La grandissima maggioranza è stanca di non poter usare il telefono per paura di essere spiata.”

Politica estera & Politica del cucù: la platea si è infervorata di applausi quando il Premier ha sentenziato a riguardo, mai nella storia della Repubblica italiana “l’Italia ha contato come conta oggi, anche per la politica, che qualcuno ha definito la ‘politica del cucù’, che invece è la politica di fare amicizia e di essere vicini a tutti gli altri leader, a cui può chiedere ciò che vuoi, e lo chiedi a un amico, anche con una semplice telefonata.” Noi ci asteniamo dal nominare, quanto agli amici: i dittatori, gli ex kgb, quanto alle brutte figure all’estero: kapò, barzellette sulla mafia, invito di belle ragazze dall’Albania, Obama abbronzati e chi più ne ha, ne metta.

Si giunge poi ai notturni, scritti da Silvio appunto in nottata, cinque pagine per descrivere la posizione del governo: “In italia, come sapete, non ci sono solo l’oppressione giudiziaria, e l’oppressione fiscale, c’è anche un’enorme oppressione burocratica” è difficile fare impresa, perché? “Perché dagli anni 70 la politica italiana è stata dominata da una certa cultura, per parlare chiaro la  cultura comunista, improntata al sospetto verso l’uomo e alle sue iniziative…” Il seguito dei notturni mira in pratica a deregolamentare l’apertura di nuove imprese e di quelle già aperte, con un nuovo Statuto delle imprese, aumentando i diritti degli imprenditori, “Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze”.

COSTITUZIONE. Roba vecchia: “la costituzione è molto datata. si parla molto di lavoratori e quasi mai di impresa e mercato”, revisioniamo l’articolo 41 della Carta poiché “La Costituzione è nata in un momento in cui era forte la contrapposizione tra capitale e lavoro e democristiani e comunisti dovettero trovare dei compromessi su ogni articolo: mi chiedevo stanotte per quanto tempo un’impresa potrà vivere e crescere su compromessi di matrice cattocomunista”, ha aggiunto “La risposta datela voi”. E c’è altro: “governare con le regole della costituzione è un inferno.”

Questo articolo è pubblicato su Newnotizie.it

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