Busi:il Tg1 mi ha fatto vergognare come un’assassina.Intervista a Vanity Fair

Minzolinianamente

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Di Andrea G. Cammarata

Era già un anno che Maria Luisa Busi covava l’idea di mollare il Tg1, l’insediamento di Augusto Minzolini le aveva fatto scattare il campanello di allarme, e solo due mesi di lavoro del nuovo direttore furono già sufficienti per farle capire “l’andazzo”.

La testimone eccellente della sciagurata avventura del telegiornale della Rai, torna a parlare dei suoi dissapori professionali e delle motivazioni del suo addio alla conduzione del Tg1, in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, in edicola domani.

“Due mesi dopo l’insediamento di Minzolini, allarmata dall’andazzo, fui io ad andare a chiedergli di togliermi dalla conduzione. E fu lui a dirmi di restare perché il marketing della Rai non avrebbe mai approvato una cosa simile”.

“L’andazzo” raccontato dalla giornalista a Vanity Fair, era quello degli editoriali di Minzolini, fra i tanti, il caso D’Addario, la escort del presidente del Consiglio. Il “direttorissimo” non aveva dato alcuna rilevanza al fatto, per poi difendere le proprie scelte in un editoriale, dove “giustificava il fatto che il Tg1 non se ne era occupato perché si trattava di questioni personali del presidente del Consiglio”, racconta la giornalista.

Altro caso anomalo, cui ancora il telegiornale non ha risposto, è la diffusione della notizia falsa inerente la assoluzione dell’avvocato Mills, il cui reato era invece semplicemente prescritto. Busi sottolinea “i telespettatori aspettano ancora la rettifica del Tg1”. Riprende anche i temi cari della sua lettera di addio, il Paese, la crisi, che Minzolini non racconta: “Il problema è che nella scelta delle notizie, di fatto, il giornale di Minzolini sceglie di non raccontare più il Paese. Ogni giorno, pur di non dare conto della realtà, viene dedicato spazio a notizie che dire leggere è poco.”

Alle notizie “leggere” si aggiunge la questione del terremoto in Abruzzo, quando in visita a L’Aquila come corrispondente del Tg1, racconta a Vanity Fair, gli insulti dei manifestanti, i “vergogna, vergogna, Tg1, Scodinzolini”, le hanno lasciato tanto amaro in bocca, “da non voler più metterci la faccia”. Si legge nell’intervista, quanto era l’amaro, che “la misura era colma”, e insomma un Tg1 che la fa “vergognare come un’assassina”.

Questo articolo è pubblicato su Newnotizie.it

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