Guinea Conakry verso le presidenziali. L’Ue vigila

Africa, Diritti umani, Guinea Conakry

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Di Andrea G. Cammarata

“Preferiamo la libertà nella povertà alla ricchezza nella schiavitù” le parole di Sèkou Touré, col senno di poi imbarazzanti, ricalcano i momenti di speranza dei primi giorni d’indipendenza dalla Francia, vissuti in Guinea Conakry.  Imbarazzanti poiché pronunciate da colui che, insieme al suo successore, farà la triste storia del mezzo secolo di vita di questa repubblica presidenziale. Era il 1958. Sekou Touré, primo capo di Stato guineiano, tiranno, socialista e nazionalista, resta al potere per 25 anni filati, gli subentra il generale Lansana Conté, che non è da meno fino al 2008. Rimane perciò un solo anno di danni, per il capitano Dadis Camara, altro criminale. Oggi tuttavia lo stato sub-sahariano ricco di acqua, diamanti, bauxite, ma vittima di potenti senza scrupoli, sfruttamento cinese e russo delle risorse e stupri militari sistematici, si appresta il 27 giugno, per la prima volta, a vivere democraticamente le sue elezioni presidenziali, in un’atmosfera apparentemente tranquilla. L’allontanamento in Burkina Faso di Dadis Camara, capo della giunta criminale insediatasi tramite un putsch dopo la morte di Lansana Conté, ha infatti giovato alla Guinea. Il militare, definito da Jeune Afrique “satrapo, megalomane e schizofrenico”, dopo un attentato è rimasto in coma, ma il destino ha voluto salvarlo, potrà presto assistere al suo processo che lo vede imputato davanti alla Corte penale internazionale.

Le presidenziali erano un momento atteso cui, al suo insediamento un anno fa, Dadis aveva promesso di condurre il Paese senza alcuna ingerenza. Non fu così, anzi Dadis volle addirittura candidarsi alle presidenziali, con la conseguenza inevitabile di dare nuovamente corso a votazioni truccate. Nel settembre scorso il popolo gli si ribella, e, durante una manifestazione allo stadio di Conakry, per ordine suo si uccide, si stupra, con una crudeltà disumana. A condanna del capitano interverrà la Human Rights Watch, l’Onu e l’Unione europea, che comanderà peraltro l’embargo militare e il divieto di espatrio per gli altri insieme a lui imputati. Ancora presente l’Unione europea in questi giorni ha inviato 38 commissari, vigileranno lo svolgersi delle elezioni e analizzeranno in maniera imparziale, neutra ed obiettiva, la conformità del processo elettorale alle regole internazionali in materia, già sottoscritte dalla Guinea (fonte Guineé News). Grazie  anche a ciò i 4,2 milioni di elettori guineiani vivranno le votazioni nella sicurezza di  poter scegliere liberamente il loro presidente.

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2 pensieri su “Guinea Conakry verso le presidenziali. L’Ue vigila

  1. Salve. Vi ringrazio per occuparvi di una situazione così delicata come quella della Guinea Conakry.
    Da anni, occupandomi di cooperazione internazionale con un’associazione umanista, ho l’occasione di viaggiare spesso in questo paese e conoscerne le dinamiche.
    Purtroppo noto, che nell’articolo viene descritta la realtà in maniera parziale ed assai genericamente.
    L’accostamento di Dadis Camara a Lansana Contè direi che è abbastanza pirotecnico… Per quanto uomo dai metodi bruschi (cosa che ragionevolmente ci si aspetta da un militare), è sconveniente che non si sia citato il fatto che la sua presa di potere è avvenuta in maniera totalmente pacifica. Durante il suo mandato, Dadis ha messo in seria discussione le condizioni di sfruttamento minerario del suo paese, creandosi nemici internazionali molto potenti. Non risulta in nessun modo che abbia mai tratto vantaggi personali dalla sua carica (non ha mai -inoltre- voluto occupare il palazzo presidenziale). Rispetto ai fatti del 28 settembre, ad un’analisi attenta della situazione, risulta evidente che la strage compiuta aveva lo scopo di destabilizzare proprio il potere di Dadis. Questa carneficina è stata (come risaputo) compiuta dal suo assistente di campo, che dopo un certo periodo ha addirittura sparato un colpo in testa allo stesso Presidente. Credo che già questo fatto basti a scagionare Dadis da ogni accusa.

    Rispetto al paragrafo dove si parla di sfruttamento Russo e Cinese delle risorse minerarie, non ho parole.
    Pur essendo presenti (già da molto tempo) nel paese, sia la Russia che la Cina non hanno mai viibilmente interferito nelle scelte politiche interne. Al contrario, Francia e Stati Uniti, che hanno dei grandissimi interessi minerari in Guinea, sono noti per le loro azioni nel paese.
    Nell’ultima crisi (ancora sotto il regime di Lansana Conte) la Francia ha addirittura inviato una portaerei militare nelle coste della Guinea a difesa dei suoi interessi economici.

    Credo che per la Guinea, l’avvento di Dadis Camara, sia stato un fatto di eccezionale portata.
    Credo che se la Guinea avrà un giorno la possibilità di divenire un paese democratico, una parte di questo merito sarà proprio di Dadis e della giunta che lo ha affiancato per il periodo del suo governo.

    Purtroppo, con i grandi interessi in gioco sullo scacchiere guineano, la possibilità che queste elezioni risultino libere e trasparenti è assai piccola.

    Credo che l’unica cosa che potrebbero fare i paesi europei per dare un’aiuto alla Guinea a conquistare finalmente un’assetto democratico, sia togliersi di mezzo con i loro interessi economici e smettere di manipolare il paese per piegarlo alle loro necessità. Ma lo faranno mai?

    Vi invio cordiali saluti.
    Sandro Curatolo

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    1. Gentile lettore, non sono solito commentare ciò che ho scritto tuttavia mi fa piacere sottolineare alcune cose:

      La presa di potere di Dadis Camara è stata da me trattata più approfonditamente in un articolo di cui trova il link in questo post ( “Guinea Conakry a seguito delle stragi del 28 settembre…”)

      Tante volte un articolo è obbligato ad essere: “parziale e generico”, come lei stesso può immaginare.

      E’ provato che Dadis Camara abbia raccolto le relazioni di Conté nel traffico della droga, che abbia ricevuto imprenditori di dubbia fama, come Guido Santullo, ambasciatore di Conté quando era in vita.

      La presa di potere di Camara, pur pacifica, resta illegale, poco dice che “non abbia mai voluto occupare il palazzo presidenziale”, ci mancherebbe.
      Il fatto che abbia tentato d’inserirsi nelle presidenziali è provato.

      La Rusal, società russa che estrae la Bauxite, ha creato una cittadella a Conakry. Non se ne parla affatto bene.

      I rifiuti tossici, di dubbia provenienza, abbondano nel porto di Conakry.

      Camara ha rinnovato accordi contrattuali con la Cina, seriamente criticati.

      I vantaggi personali di Camara, sono testimoniati da alcuni articoli apparsi sui media locali che narravano di copiosi regali, ricevuti e offerti ad altri potenti.

      Per scagionare da ogni accusa Dadis, c’è la Corte penale internazionale, non bastano di certo né la mia, né la sua voce.

      Vero è che Francia e Stati uniti compiono ingerenze, ma è anche vero che la Francia si è ritirata dopo i fatti di Settembre non collaborando con la giunta criminale. Russia e Cina hanno continuato i loro affari indifferentemente.

      Un distinto saluto. Andrea Cammarata

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