Anche il Papa contro la magistratura “deplorevoli le perquisizioni in Belgio”

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(foto Ansa)

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Di Andrea G. Cammarata

“Deplorevoli e sorprendenti” le perquisizioni effettuate dalla polizia belga su ordine dei giudici, presso l’arcidiocesi di Malines a Mechelen-Bruxelles; così Benedetto XVI esprime la sua solidarietà ai vescovi, attaccando la magistratura belga, lui Capo della Chiesa come l’altro, il Capo del Governo quando si parla dei suoi processi, o di quelli dei berluscones. L’attacco alla magistratura belga da parte del Papa si colloca così in una tensione governativa ormai rituale, volta al discredito dell’operato della giustizia, alimentando dubbi a non finire sulla reale volontà di chiarire oscure vicende. Il caso di Berlusconi, è lampante, insieme a Dell’Utri, indicato nella trattativa mafia-Stato, e quello del Papa, pure, testimone provato del caso di pedofilia avvenuto durante gli anni ’80 nell’arcidiocesi tedesca da lui presieduta. E se si voglia o meno fare luce sull’incessante e comprovata perversione dei preti sui bambini da una parte, e la Trattativa dall’altra, ciò lo si intende da come chi ha potere a riguardo, reagisce.

La Chiesa ovviamente non ha potuto inviare ispettori a Bruxelles, come fece Alfano alla Procura di Trani, tuttavia il ministro della giustizia belga, Stefaan De Clerk, è intervenuto contro il segretario di Stato Vaticano, Tarciso Bertone che parlando addirittura di “vescovi sequestrati” a riguardo delle perquisizioni di Mechelen, aveva peraltro  esordito descrivendo le procedure di controllo con un “peggio che nel regime comunista”. E -ahimè- i Pm comunisti di Berlusconi, riaffiorano stranamente. De Clerk però difende i suoi, “un po’ esagerata” la reazione di Bertone, “non è il caso di farne un incidente diplomatico, durante la perquisizione i vescovi sono stati trattati normalmente”.

Quanto alla lettera di solidarietà del Papa scritta al presidente della conferenza episcopale belga, monsignor Leonard, per i vescovi belgi, spiega meglio cosa è successo in quelle ore di polizia contro Chiesa e la posizione di Ratzinger. “desidero esprimere la mia particolare vicinanza e solidarietà a Lei, caro Fratello nell’Episcopato, e a tutti i Vescovi della Chiesa in Belgio, per le sorprendenti e deplorevoli modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l’Episcopato belga”. I vescovi – sottolinea il Papa- a Mechelen erano riuniti “in una sessione plenaria che, fra l’altro, avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all’abuso di minori da parte di membri del clero”, Ratzinger auspica che “la giustizia faccia il suo corso” ma “nel rispetto della reciproca specificità e autonomia” della Chiesa, “più volte ho ribadito che tali gravi fatti vanno trattati dall’ordinamento civile e da quello canonico, nel rispetto della reciproca specificità e autonomia” auspicando, tuttavia, “che la giustizia faccia il suo corso, a garanzia dei diritti fondamentali delle persone e delle istituzioni, nel rispetto delle vittime, nel riconoscimento senza pregiudiziali di quanto si impegnano a collaborare con essa e nel rifiuto di quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati”.

Qui i riferimenti cascano sulla Commissione indipendente Adriaenssens, istituita dalla Chiesa per fare luce sui delitti di pedofilia in Belgio. Durante le perquisizioni di Malines sono stati infatti sequestrati 475 dossier elaborati dalla Commissione, il cui presidente Prof. Adriaenssens, indignato dai sospetti posti nel suo lavoro dalla Procura di Bruxelles, ha deciso di dimettersi con ugual seguito di tutti i suoi collaboratori. A quanto pare la commissione lavorava malamente, pur garantendo la necessaria discrezione e tutela, nei riguardi delle vittime di abusi che la sceglievano. Intanto la stampa belga attacca: “Vaticano apra gli archivi, rompa la legge del silenzio per fare fronte allo scandalo pedofilia”, scrive “Le Soir”, quotidiano belga. E di fatto, aprire gli archivi, fare luce sullo IOR la banca vaticana, il caso Propaganda Fide, cui oggi il Vaticano ammette perlomeno errori nella gestione del suo sconfinato patrimonio immobiliare, non sarebbe poco.

Questo articolo è pubblicato su Dazebao.org

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