Dircredito. La parola ai delegati: “futuro”, “comunicazione” e professionalizzazione degli associati.

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Di Andrea G. Cammarata

Seconda giornata dei lavori del IV Congresso di DirCredito caratterizzata dai molti interventi dei delegati e da un dibattito acceso e costruttivo. Di grande importanza l’approvazione all’unanimità della mozione congressuale “Rinnovarsi per scegliere” di cui Maurizio Arena, coordinatore del gruppo Unicredit, è stato uno dei promotori. E’ stato proprio lui che, nel corso di un breve intervento, ne ha ribadito il valore strategico e di prospettiva, sia in chiave di sviluppo dell’organizzazione, che di supporto all’iniziativa sindacale, con particolare interesse ai giovani che entreranno nel settore nel prossimo futuro.

Nel dibattito, massima attenzione al “futuro del sindacato”. Marco Panzeri, delegato del Credito Valtellinese, ricorda che “quello che diventeremo nei prossimi 4 anni dipende da ciò che decideremo in questi giorni, quindi, sarà importante non commettere errori”. Fondamentale è che il cambiamento venga gestito con lungimiranza ed attenzione. In sostanza: “scegliere bene per rinnovarsi al meglio” ha detto Alberto Beltramme. Del medesimo tenore l’intervento di Antonio Barbato, del gruppo Unicredit, che ha condiviso la necessità di un cambiamento “strategico” sostenuto da scelte “pacate ed opportune”.

I delegati hanno quindi confermato nella sostanza la necessità di gettare le basi per un cambiamento che renderà il sindacato ancora più forte ed ancora più pronto a rispondere alle istanze dei lavoratori. Particolare attenzione è stata posta anche ai giovani che da poco hanno intrapreso l’attività sindacale: “dobbiamo essere noi a guardare ai giovani”, ha specificato Giuseppe Navetta, Gruppo Intesa San Paolo chiedendo “una partecipazione collettiva” alle iniziative del sindacato.

Luciano Sala, Gruppo Unicredit, ha sostenuto l’importanza di un approccio “ragionato” alla “confederalità” che va accompagnato da una maggiore attenzioneverso tutte le componenti professionali della filiera produttiva creditizia, promotori finanziari e assicurativi compresi. Sottolineata da Giuseppe Gambino, Gruppo Unicredit, la necessità di un utilizzo oculato ed equilibrato delle risorse cedolari ed economiche, linfa vitale per l’attività del Sindacato.

“Clima positivo”, oltre che “grande voglia di fare” emergono da quanto ascoltato in assemblea per Filippo Arena, Gruppo Banco Popolare che dichiara: “Mi rende felice il fatto che il Dircredito viva il cambiamento non come un pericolo, ma come un’opportunità”.

A questo nuovo clima di collaborazione e collegialità hanno fatto riferimento molti interventi che hanno affrontato i diversi problemi sui quali il sindacato deve intervenire, preziosi i contributi di Dante Columbro, pensionato, Paolo Baldasserini, Gruppo Unicredit, Pasquale Bombino, BPM, Maura Dalla Toffola, Gruppo Unicredit.

Tra le novità più significative portate all’attenzione dei delegati del Congresso vi è sicuramente la necessità di ridurre i componenti della Segreteria Nazionale, per rendere l’organismo più dinamico ed efficace, come sostenuto da Gabriele Tosi, Gruppo Cr Ferrara: “l’organizzazione deve cambiare pelle”.

Giulio Pomar, dirigente di Unicredit di Palermo, insieme ad altri ha condannato lo “spregiudicato utilizzo della finanza creativa” sostenendo fortemente la categoria: “non siamo solamente dei costi, abbiamo delle storie e delle professionalità che vanno tutelate e valorizzate”.

Marco Boltri, Deutsche Bank, Segretario Generale della Federazione Europea dei quadri dirigenti degli istituti di credito, concorda sulla linea generale espressa dall’Assemblea per un “ritorno all’economia reale”, sottolinea il valore della confederalità e mostra grande attenzione ai problemi del precariato e dei giovani. La nostra connaturata “esigenza di autonomia” va coniugata con una “visione” costruttiva che deve caratterizzare il sindacato anche nella sua “capacità di guardare avanti e di incidere nelle scelte”.

Soddisfazione da parte dei delegati per il rinnovato spirito di “democrazia”, nonché di apertura verso tutte le anime del sindacato che hanno potuto fornire il loro contributo di idee. Elisabetta Giustiniani, Gruppo Monte dei Paschi e Lina Corazza, Gruppo Intesa San Paolo hanno approfondito il tema delle pari opportunità in azienda e nel

sindacato, contenuto nelle tesi congressuali. “Le donne nella popolazione bancaria italiana hanno già raggiunto il 50%, ma in termini di presenza nel Sindacato non superano il 10%, e – spiega Corazza – le pari opportunità devono diventare la regola. Le donne vengono discriminate perché fanno i figli, – ha concluso- e nel mondo del lavoro e del sindacato ci sono scarse opportunità per noi”. Giustiniani ha proseguito citando Conrad: “Essere donna è terribilmente difficile perché consiste nell’aver a che fare con gli uomini”. La delegata ha poi auspicato “che sia normale che una donna venga eletta come un uomo e – ha continuato – sottolineando che la diversità femminile può e deve diventare un elemento di arricchimento per il sindacato e di successo per le donne”.

Delle quote rosa ha parlato anche Gustavo Marigliano, Gruppo UBI. Davide Pinazzi Gruppo Intesa San-Paolo ha evidenziato l’importanza strategica del proselitismo che garantisce la crescita del Sindacato, non solo in termini numerici, ma anche qualitativi. E’ necessario che i sindacalisti diventino il “baluardo” degli iscritti. Particolarmente dure le repliche dei delegati all’’ABI sulla vertenza contrattuale con Renato Ronchin, Gruppo Unicredit, che in senso metaforico conferma il naturale divenire della lotta sindacale: “Non siamo i clandestini, ma i proprietari di questa terra”. In diversi interventi è emersa la necessità di promuovere la formazione dei quadri sindacali per garantirne la professionalizzazione. “Occorre anche salvaguardare quelle competenze proprie del nostro mestiere di bancari che troppo spesso sono state trascurate e poco valorizzate dalle aziende” Il sindacato deve infine intervenire “sulle decisioni delle banche quando queste producono impatti negativi sulla clientela e sulla qualità del servizio ad essa erogato”; così Giuseppe Bandone Gruppo Intesa San Paolo. I problemi e il ruolo dei pensionati all’interno del sindacato sono stati ripresi nell’intervento di Giorgio Ottaviani. L’esigenze di mostrare maggiore interesse e di crescere nel mondo delle Banche di Credito Cooperativo che vantano trentamila dipendenti è stata posta da Luigi Cattarossi, Segretario Nazionale con delega sulle Bcc. Una “ riflessione” sul rapporto con le aziende e i territori è stata sviluppata da Antonio Giacinto Gruppo BNL.

Il Congresso, al termine del dibattito ha discusso e posto in votazione alcune modifiche statutarie e regolamentari al fine di rinnovare e rafforzare l’organizzazione.

Intervista a Lina Corazza ISGS Intesa San Paolo.

Pari opportunità e quota rosa, una distinzione che si pone d’obbligo al fine di illuminare più correttamente l’evoluzione nel mondo sindacale e del lavoro femminile. Dice Lina Corazza: “le pari opportunità dovrebbero evitare le discriminazioni di genere” e sottolinea la mancata “interiorizzazione della regola del concetto di pari oppurtunità”, regola che dovrebbe essere la base di “una griglia di partenza uguale per tutti, con la possibilità per la donna di giungere ad ogni livello delle organizzazioni lasciando la strada libera a chi ne ha le potenzialità, indipendentemente dal genere”. “Invece -prosegue- si deve ricorrere al discorso delle quote rosa per ovviare alla discriminazione di genere, che ancora non è stata superata”.

Quanto al futuro dei dirigenti di banca poniamo la domanda: “come sarà la nuova generazione di bancari?” Lina Corazza sostiene che “la nuova generazione di bancari si sta avviando purtroppo a svolgere il lavoro in attesa di trovare una migliore occupazione. -Conclude- Bisogna incidere in modo significativo interagendo con le aziende per sostenere la professionalità del bancario.”

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