Sclerosi Multipla. CCSVI: la liberazione negata.

Ccsvi e sclerosi multipla

Ccsvi….E il neurologo Zivadinov non replica.

Di Andrea G. Cammarata

Commenti da Facebook, gruppo Ccsvi nella Sclerosi Multipla:

Lauro: “sostengo Zamboni, a Ferrara è palese il disegno ed il tentativo di screditarlo, sarebbe la vittoria del singolo contro il sistema”; Michele: “‎…prossimo passo? NEGARE TUTTO ??”;  Claudio: “ci bloccano solo per interessi delle case farmaceutiche, con quello che le Asl pagano il Copaxone ecc. vi pare che potranno mai dare il via a questa grande scoperta. tanto poi alla fine chi ci rimette sono sempre i malati.”; Sara: “Il 5-4-2011 mi sono liberata…i benefici si sentono…camminata + sciolta, mal di testa svanito e + forza nelle gambe….grazie dott. Lupattelli….La mia testimonianza è questa…con il tempo se anche gli attacchi, 2-3 all’anno che avevo, svaniranno lo griderò a tutti…Tutti devono liberarsi….è una vergogna che devono bloccare tutto e x curare la sclerosi esistono solo farmaci…. mi raccomando testimoniate….noi liberati siamo l’esempio x i malati futuri….”

Il popolo della Ccsvi non ci sta. La scoperta del prof. Zamboni deve avere un seguito e una applicazione certa: “non negateci il diritto di stare meglio”. Inutile screditarla, se guarire dalla Ccsvi significa solo “stare meglio” liberandosi dalle ostruzioni venose che impediscono il normale afflusso sanguigno al cervello.

La casta dei neurologi continua a fomentare il dibattito contro la Ccsvi, il conflitto d’interessi è mostruoso. Le recente visione distorta fornita dai ricercatori dell’Università di Buffalo, diretti dal neurologo Robert Zivadinov, presenterebbe la Ccsvi come una conseguenza della Sclerosi multipla e non come la causa: “New research by neurologist Robert Zivadinov has found that chronic cerebral venous insufficiency may be the result of multiple sclerosis, not a cause.” 

Quanto è bastato per dare corda ai media internazionali e fomentare il discredito sulla scoperta. Ho chiesto a Robert Zivadinov la sua nuova posizione sulla Ccsvi a seguito della pubblicazione della nota stampa dell’Università di Buffalo, ha risposto “al momento non rilasciamo altre dichiarazioni”. Politico o dottore?

Hashton Embry, direttore di Direct ms, associazione canadese fondata nel 1988, ha commentato duramente la nota dell’Università di Buffalo: “la spiegazione più semplice di tale visione distorta è il fatto che il trattamento della Ccsvi rimpiazza le terapie farmacologice per la SM e che i neurologi perderebbero notevoli somme di denaro. E’ noto che i neurologi coinvolti nello studio dell’Università di Buffalo hanno ottenuto notevoli finanziamenti dalle compagnie farmaceutiche per produrre il loro studio.”

Spiega il Prof. Zamboni: “Vi faccio alcuni esempi. Adesso è accaduto che lo studio di Buffalo che è quello che gli esperti della BBC, l’anno scorso – quando diedero i dati in anteprima – considerarono confirmatorio, ed è confirmatorio, adesso ha avuto delle dichiarazioni alla stampa in cui si dice addirittura è la SM che provoca la CCSVI. Come puoi dire questo quando nel tuo studio, ci fai vedere che il 60% dei bambini con la SM, sto parlando di bambini, hanno già la CCSVI? Quindi, è ridicolo affermare questo, eppure le agenzia di stampa, senza nessuna verifica, hanno dato una rilevanza mondiale a questa affermazione.” – Continua il prof. Zamboni- “In realtà sono tutti studi di conferma, però il disegno è quello di rendere questa scoperta negletta, adirittura negarne l’esistenza, per evitare che si vada ai trattamenti.”

Pubbllicato Agoravox

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Un pensiero su “Sclerosi Multipla. CCSVI: la liberazione negata.

  1. Era un esito scontato,purtroppo. Una scoperta così scomoda non poteva fare altro che causare uno screditamento di tale portata. Una soluzione per porre fine,a mio parere,al business delle case farmaceutiche? Smettere immediatamente qualsiasi tipo di terapia da loro propinata. Credo che la salute dei malati di sclerosi non peggiorerebbe di certo,anzi,in molti casi credo che subirebbe un notevole miglioramento,e in più questi delinquenti andrebbero in fallimento. Riuscirebbero mai i malati a compiere un’azione del genere?

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