I rischi del Dottor Repubblica. Sclerosi Multipla e Ccsvi.

Ccsvi e sclerosi multipla

La Ccsvi non è Facebook, ma una malattia.

Di Andrea G. Cammarata

Elena Dusi, giornalista di Repubblica, getta fango sulla Ccsvi, la malattia vascolare scoperta dal Prof. Paolo Zamboni, la cui guarigione garantisce indubbi benefici ai malati di Sclerosi Multipla.

Il giornalista ti guarda dall’alto, poi volta lo sguardo sulla tastiera e sancisce la tua fine. Grazie ai media mainstream, la penna è un fucile si sa. “I rischi del Dottor Facebook, è allerta per la medicina ‘social'”, articolo apparso su Repubblica, a firma Elena Dusi, è un pezzo paludoso nella giungla del Web. Riprende un articolo simile apparso su Nature. Va detto, qui si affonda nelle sabbie mobili. Scrive Elena Dusi che il Prof. Zamboni: “sostiene di aver indivuato  la cura per la sclerosi multipla”, replico: in due anni che seguo questo caso, Zamboni non ha mai sostenuto altro che una sperimentazione e una ricerca di correlazione fra Ccsvi (malattia vascolare) e Sclerosi Multipla.

Dusi, con conclusioni affrettate e paragoni fuori luogo, alza per tutto il pezzo la paletta colma di fango: “la terapia Di Bella sembra preistoria”. Zamboni aveva già replicato a insinuazioni simili: “Con tutto il rispetto per il Prof. Di Bella, io non ho l’ambulatorio privato dove erogo delle terapie, ma sono in un’ Università dove eseguo delle sperimentazioni eticamente approvate, e non faccio attività al di là delle sperimentazioni. Ho il modo di praticare ciò che è ritenuta essere la medicina scientifica.”

Dusi: “la sua teoria non trova riscontri nella medicina ufficiale.” I riscontri ci sono in tutto il mondo, questa è una risposta del Prof. Zamboni dal mio archivio:

Quali sono state le reazioni all’estero in merito alla sua scoperta?

“A Stanford, una delle principali Università degli Stati Uniti, 15 giorni dopo che ho presentato pubblicamente la mia ricerca, hanno cominciato ad operare la CCSVI con risultati soddisfacenti. Operazioni sono avvenute anche in  Polonia, sono stati fatti i primi interventi a Parigi e in Irlanda, considerato che la pubblicazione ufficiale della scoperta risale al Dicembre scorso (2009). Io stesso ho cominciato ad operare dei pazienti americani che il comitato etico dell’Università di New York (sede di Bufalo) ha autorizzato a venire da me, a Ferrara, e a sottoporsi all’intervento; questo credo non sia mai avvenuto nella storia della medicina . Quindi diciamo che rispetto ai tempi della scienza l’interesse della scoperta, soprattutto quello internazionale, è stato repentino, addirittura con il rischio di trovarci sorpassati a causa della lentezza della ricerca italiana.”

Dusi: “I test di Zamboni non sono ritenuti significativi perché condotti su pochi pazienti, non decisivi nei risultati e privi di alcuni requisiti di qualità, come la tecnica del “doppio cieco” e la randomizzazione”.

Gli studi sono stati condotti su migliaia di pazienti. E per gli studi randomizzati in doppio cieco ci vuole tempo, molto tempo. La scienza però dice che è possibile ottenere evidenze scientifiche anche da numerosi studi osservazionali che misurino indipendentemente e scientificamente gli effetti su un numero molto alto di pazienti. L’ ISNVD meeting di questo anno, a cui hanno partecipato i maggiori medici vascolari del mondo, ha prodotto tanta documentazione in merito:

“IL RUOLO DELL’ OSSIGENAZIONE E DRENAGGIO TISSUTALE

Fra i temi cui si da risposta, fondamentale è quella data all’osservazione di Bruce Trapp di Cleveland,  (uno dei più rilevanti studiosi della SM) secondo cui la sofferenza e la morte della cellula nervosa avviene per un fenomeno asfittico dell’assone (la componente centrale del nervo) che non è ancora stato chiarito. Dati provenienti da uno studio in corso di pubblicazione sulla rivista BMC Medicine, studio congiunto fra lo staff della Università di Buffalo, il Prof. Zamboni e il Dottor Salvi ( si veda cst dedicato), e  presentato a Bologna  dal Prof. Robert Zivadinov, dimostrano con risonanza magnetica perfusionale, che questo fenomeno asfittico per la cellula nervosa potrebbe essere correlato alla gravità della condizione di ostruzione delle vene extracraniche, fornendo una prima sostanziale risposta all’ipotesi asfittica della SM. Diversi gruppi di tutto il mondo hanno chiaramente dimostrato, con l’uso della venografia transcatetere che rappresenta il gold standard, che la prevalenza della CCSVI nella SM supera il 90% dei casi (USA, Grecia, Polonia, Giordania, ecc.). Al contrario, la prevalenza della CCSVI nei soggetti sani è stata calcolata, in uno studio con angio-TAC, a meno dell’8% dei casi (Wayne State University, Michigan).”

La questione Social Network. Facebook è un “tool“, uno strumento, nient’altro. Su Facebook ci scrivono persone, in questo caso persone malate che lo scriverebbero anche sui muri, che guarire dalla Ccsvi li fa stare meglio.

Dusi: “Quel che ne pensa la medicina ufficiale non interessa però a Facebook”

Provate a pensarla così: “I TEMPI della medicina ufficiale, non interessano una PERSONA MALATA, che vede oggettivamente miglioramenti e benefici in chi si è liberato dall’ostruzione dei vasi”.

Diceva il prof. Zamboni: “Se un vaso sanguigno è chiuso lo dice la geografia selettiva, che è una prova scientifica incontrovertibile, non c’è da essere scettici, ma esistono ancora nel 2010 dei neurologi che lo sono e non si preoccupano nemmeno di verificare se i propri pazienti affetti da Sclerosi Multipla, abbiano o meno i vasi chiusi. E questo è inaccettabile.”

Dusi: “il potere di Facebook è in grado di influenzare le scelte politiche”, bella scoperta: Facebook ha scatenato le rivoluzioni africane, è vero, ha fatto crollare dittature, perché le notizie corrono più veloci, perché il popolo parla e riconquista la sua sovranità. La Ccsvi è una malattia e in quanto tale va curata.

Dusi: “Quando la pressione dei social network e del pubblico si fa tanto forte, suggerisce Nature, occorre che i medici si mettano a comunicare con gli stessi metodi, non solo attraverso congressi e ricerche scientifiche.”

Il neurologo Fabrizio Salvi, che ha contributo in maniera fondamentale alla scoperta, e il prof. Zamboni hanno sempre ripetuto con grandissima tenacia: “nessuno deve smettere la terapia aspettando la nostra scoperta”.

Dusi: “Ma fermare il fiume dei malati che sperano in una guarigione è assai difficile.” Proponiamo alla Dusi di vivere con le giugulari tappate? Cosa scriverà poi?

Pubblicato Agoravox

Archivio Ccsvi:

La riottosità dei neurologi.

https://espr3ssioni.wordpress.com/2010/06/11/sclerosi-multipla-e-malformazione-venosa-un-dato-di-fatto/

https://espr3ssioni.wordpress.com/category/salute/

L’ultima intervista al Prof. Paolo Zamboni: 

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4 pensieri su “I rischi del Dottor Repubblica. Sclerosi Multipla e Ccsvi.

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