Ccsvi.La fondazione Hilarescere risponde a Repubblica.

Ccsvi e sclerosi multipla

La fondazione Hilarescere ha diffuso in queste ore la sua replica all’articolo di Elena Dusi, apparso su Repubblica.it in questi giorni.

Comunicato stampa:

La fondazione Hilarescere risponde all’articolo di Elena Dusi apparso su Repubblica.it il 28 aprile 2011, in cui si afferma  che: “la sua teoria non trova riscontri nella medicina ufficiale”

L’articolo di Elena Dusi trae spunto da un articolo apparso su Nature in cui non si afferma mai quanto riportato. Si afferma semplicemente che la teoria della CCSVI è ancora controversa mentre i pazienti premono per avere stanziamenti di ricerca superiori rispetto alle prove fin qui raccolte.  Nature non si sarebbe occupata della teoria del Prof Zamboni se questa non generasse anche un ampio dibattito scientifico. 

La teoria del Prof Zamboni è stata descritta in 27 pubblicazioni internazionali su riviste di primo livello di neuroscienze, neurologia clinica, patologia vascolare, medicina interna, neuroradiologia, e genetica.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=zamboni%20p%20multiple%20sclerosis

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=zamboni%20p%20multiple%20sclerosis

EVIDENZE SCIENTIFICHE PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO DELINEANO LA CCSVI COME PATOLOGIA VASCOLARE, COMPROVANDONE DIAGNOSI E TRATTAMENTO. 

L’articolo della Dusi afferma anche che il trattamento endovascolare che Zamboni propone di sperimentare può determinare rischi per la salute di migliaia di pazienti che si espongono a procedure chirurgiche non consolidate”. Questa affermazione è smentita dallo Studio Usa multicentrico guidato dalla John Hopkins University di Baltimora: il “trattamento Zamboni” è sicuro.  L’angioplastica per “disostruire” le vene del collo nei malati di sclerosi multipla e con insufficienza venosa cerebro-spinale cronica non ha che minimi effetti  collaterali. Se sia  efficace non lo si sa ancora poiché occorre ancora qualche anno di sperimentazione. Ma l’intervento di angioplastica per  “liberare” le vene del collo ristrette o ostruite nei pazienti affetti da    insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) e sclerosi multipla è sicuro.

Questo studio è stato presentato nel corso del meeting annuale della Society of Interventional Radiology americana il  29 marzo scorso a Chicago.

“L’angioplastica è un trattamento sicuro”, ha dichiarato uno degli autori dello studio,  Kenneth Mandato dell’Albany Medical Center. Tutto sta nel vedere se lo sia anche in una popolazione sensibile come quella affetta da sclerosi multipla. Per questo i ricercatori hanno valutato la sicurezza dell’intervento in 231 pazienti con sclerosi multipla che vi si erano sottoposti.

“I nostri risultati mostrano che il trattamento è sicuro quando è eseguito in ospedale o in ambulatorio. Il 97 per cento degli interventi non hanno infatti presentato complicanze”.

In questa prima fase abbiamo valutato soprattutto la sicurezza perché è la base per istituire studi per la valutazione dell’efficacia: “Il nostro studio non ha valutato  gli outcome di questo intervento, ma ha mostrato che può essere eseguito in sicurezza, con un minimo di rischi di complicanze significative”. Quelle emerse dallo studio sono stati una temporanea alterazione del ritmo cardiaco (in tre pazienti) e un nuovo restringimento delle vene trattate (in 4 pazienti). Tutti i pazienti trattati salvo due sono stati dimessi entro tre ore.

La Society of Interventional Radiology qualche mese fa aveva pubblicato un position statement in cui si invitava a un maggiore  impegno nella ricerca per valutare la sicurezza e l’efficacia dell’angioplastica nel trattamento della insufficienza venosa cerebro-spinale cronica in pazienti con sclerosi multipla.  Ed è in questo solco che si inserisce lo studio.

http://www.sirweb.org/news/newsPDF/SIR_MSstatement_JVIR.pdf

http://www.sirweb.org/news/newsPDF/SIR_MSstatement_JVIR.pdf

Gli studi osservazionali eseguiti in diversi centri europei ed americani presentati al Meeting dell’ ISNVD tenutosi a Bologna dal 13 al 15 marzo  2011 rilevano un miglioramento significativo della qualità della vita, delle capacità cognitive e dell’affaticamento, confermando i dati pubblicati nel 2009 dal gruppo Zamboni-Galeotti-Salvi.

Inoltre, alla Consensus Conference tenutasi in occasione dell’ISNVD, cui hanno partecipato 40 esperti appartenenti  alla Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari  (ISNVD) e ad altre sette delle maggiori società, nazionali e internazionali, che si occupano di diagnostica del sistema venoso con apparecchi ad ultrasuoni, è risultato unanime il riconoscimento delle osservazioni del Prof Zamboni.


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