San Marino, Repubblica sommersa

Lavanderia San Marino, San Marino

Di Andrea G. Cammarata

“A San Marino non ci resta che piangere”… Perché a forza di nascondere la polvere sotto il tappeto prima o poi si sapeva che il sistema saltava. E oggi le lacrime sono amare. Aziende in fuga, capitali in fuga, anche i latitanti sono in fuga, scoperti con lieve ritardo.

“Usura e truffa, incastrate due società del Titano”, titolari due giovani calabresi arrestati in Florida, Miami. La finanza, nucleo operativo Gico di Catanzaro, sequestra beni immobili, chiude società per un ammontare di 10 milioni di euro. E questi sono i figli, creature di seconda generazione. Ma l’operazione ’Easy money 2’ si estende da un’altra del 2009, che vede arrestato il padre dei due: usura, estorsione, truffa.

Per i rampolli calabresi ci va invece il business dei leasing con il noleggio autovetture di lusso, e il commercio di preziosi. E sono diverse le revoche del Titano fra il centinaio di licenze ’rent a luxory car’, con l’intenzione chiara di dare un giro di vite alle intestazioni fittizie. Intanto le rogatorie cominciano a funzionare meglio, e entro l’estate assicurano ci sarà una legge sullo scambio di informazioni in ambito fiscale.

Una “svolta storica” siglata in Commissione finanze dal suo Presidente, che indica la strada migliore per la trasparenza, insomma dice Federico Bartoletti “la strada dell’adeguamento agli standard internazionali, San Marino la vuole percorrere fino in fondo”. Oltre c’è il nero del riciclaggio che riaffora sempre, ma anche di un oscuro futuro. Si propone per cui d’incentivare il turismo o il gioco e le slot-machine, ma con quali esiti?

L’associazione Ecso, partecipata da circa trecento giovani sammarinesi, offre invece un piano di apertura sulle residenze, già notoriamente argomento tabù per i saggi Consiglieri della politica dei monti, volti da sempre al mantenimento della “razza” sammarinese. La concessione di tre mila residenze frutterebbe allo Stato forse anche tre miliardi di euro. Sottacendo poi il possibile giovamento socio-psico-culturale per la chiusissima popolazione di questo Paese. 34mila complessivamente i sammarinesi cresciuti peraltro con un tenore di vita strepitoso e stipendi da capogiro.

Ma intanto sono parecchi i dipendenti e gli operai in cassa integrazione, aumentano i Suv sul mercato dell’usato, 70 le aziende chiuse -considerando anche il crircondario- e 6500 i lavoratori a rischio con le nuove disposizioni di doppia imposizione. Ecso suggerisce la liberalizzazione delle residenze perchè rilancerebbe il settore immobiliare, tuttavia è proprio la cementificazione massiccia che nasconde l’ombra delle mafie.

Poi c’è l’ “Attenti al mattone” recente monito di Pino Maniaci, storico giornalista antimafia, durante la conferenza Mafioply sul Titano. Senza scordare che in aprile San Marino ha ospitato il Vertice internazionale antimafia, presieduto da Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, e dal francese Gayraud, esperto di geopolitica mafiosa.

L’allerta è massima, controlli serrati della finanza al confine da una parte, e dal’altra cronache locali affollate di Casalesi dediti a pestaggi e traffici illeciti. Un imprenditore riminese percosso e minacciato, vittima di usura alle stelle, sintesi dell’operazione Vucano. E il suo naturale proseguimento, con una società di recupero crediti del riminese collegata al Titano di cui i soci, prestanome di Brusciano, fanno riferimento al clan camorrista di Francesco Vallefuoco.

Di più. Mafia cinese, riciclaggio verso Pechino, vecchia storia di cinque, sei miliardi di euro, intonsi per le casse dell’erario italiano e ripuliti attraverso “money transfer” e società fiduciarie sammarinesi.E l’operazione ’Minotauro’, 191 arresti in Piemonte, che vede un imprenditore del Titano intercettato diverse volte insieme a un presunto capo clan ndranghetista, si trattano affari immobiliari per 80 milioni di euro. Un insieme di fatti che non dovrebbe far rimpiangere al Titano i cinque miliardi sottratti con lo scudo fiscale alle casse di San Marino. Soldi sporchi, rimpatriati anonimamente con una misera accisa del 5% e beneplacito di quel governo che “ha fatto di più contro le mafie”.

“Pubblicato Lunedì 4 luglio 2011 in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

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