Una mano santa salva Don Verzè

Berlusconia

Don Verzè con la sua fondazione Monte Tabor deve affrontare un buco da quasi un miliardo di euro, ma con lui inciuciano tutti: sinistra, Governo e Vaticano. Per non parlare dei conflitti d’interessi con il San Raffaele, all’apparenza superati ma sempre sospettosi, del ministro della Sanità Fazio e di Fininvest/B.

Di Andrea G. Cammarata

C’è puzza d’incenso. A indorare il tracollo finanziario da più di 800 milioni di euro dietro al San Raffaele di Milano di Don Verzè, ci sarebbe anche il Vaticano e la mano del suo Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che ha piazzato quattro suoi uomini, fra cui il Presidente dello IorEttore Gotti, nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Monte Tabor, e preme per averne nell’Istituto Toniolo, attualmente presieduto dal vescovo uscente di Milano, Dionigi Tettamanzi.

Gli organismi sono i due bracci finanziari che controllano rispettivamente il San Raffaele l’uno, e il Gemelli e il Bambin Gesù l’altro. Poi ci vanno gli intrecci storici di don Verzè con gli affari del Premier Silvio Berlusconi e quello che si andrebbe paventando come un nuovo conflitto d’interessi. Ma batte cassa anche la sinistra radicale. Si parla di un polo sanitario vaticanista nel milanese, che andrebbe ad annettere il policlinico Gemelli dell’Università Cattolica e l’altro nosocomio Bambin Gesù alla creatura sanitaria privata del prete-manager, il San Raffaele.

L’appendice. Don Verzè è approdato nelle Puglie con il progetto ospedaliero del San Raffaele del Mediterraneo e rispettiva fondazione omonima, nonché estensione della MonteTabor. Nichi Vendola, Governatore della Puglia, sovvenziona l’opera con 120 milioni di euro, senza gara d’appalto, e senza l’ospedale, visto che manca ancora la prima pietra.

Come rilevato da ‘L’Indro’, oltre il 23% delle azioni MolMed Spa sono di Fininvest, rappresentate nel Cda da Luigi Berlusconi, figlio del Cavaliere. Berlusconi con la MolMed vorrebbe “sconfiggere il Cancro“, prometteva insieme a don Verzè. Ci prova dal San Raffaele dove è posta la sede di questa società biomedica di ricerca e terapia antitumorale.

Anche Ferruccio FazioMinistro della Sanità, è stato, fino al 2008, Primario di Medicina nucleare e Radioterapia presso l’istituto scientifico universitario San Raffaele. E Don Verzè? Solo un “anziano signore“, “Unto del Signore“? Alla veneranda età di 91 anni tornerà in Tribunale per un concordato anti-crac per la Fondazione del suo ospedale, stando ai 460 milioni di crediti che i suoi fornitori gli avanzano da due anni. E si ricomporrà il nuovo Cda della Fondazione Monte Tabor, con due dei quattro membri imposti dal Vaticano che vanno a costituire la maggioranza nei 7 previsti.

Don Verzè trova al suo fianco Gotti, presidente dello Ior, banca in black list dello Stato pontificio. Ma trova anche Giuseppe Profiti, come segnala ’Il Fatto’, già condannato in appello per turbativa d’asta.

Venendo alle memorie, Silvio Berlusconi e don Luigi Maria Verzè si conobbero ai tempi in cui il primo era ancora palazzinaro nella sua impresa Edilnord. Erano i giorni gloriosi di Milano 2. Nella stessa zona Verzè acquistava l’area dove sarebbe sorto il San Raffaele. Don Verzè e Silvio insieme riuscirono a cambiare la rotta degli aerei, il cui frastuono in volo su Milano2 avrebbe molestato pazienti e clienti dei due imprenditori. Poi, negli anni a venire,Verzè viene condannato per tentata corruzione. Di mezzo ci andavano l’Università di Milano e la concessione di contributi per due miliardi di lire della Regione Lombardia. Ancora Magistratura che indaga: e spunta una “istigazione alla corruzione“, e le accuse di truffa con le solite prescrizioni che conseguono. Viene fuori addirittura l’accusa di ricettazione di due quadretti del ’500 napoletano, condanna in appello, difesa, ma non l’assoluzione con formula piena in terzo grado: “Don Verzè era al corrente della provenienza illecita dei quadri“.

Poi le pressioni politiche per la cessione del suo San Raffaele romano ai fratelli Angelucci, già proprietari del quotidiano ’Libero’.

Confessioni. E’ la volta del Verzè 007, al centro di un inchiesta che vedeva l’agente del SISMI Nicolò Pollari come informatore del prete-manager.
Ma l’ascesa di Verzé sarà implacabile, un successo imprenditoriale che gli metterà sotto il sedere un bel jet Challenger e società, alberghi e piantagioni in ogni dove del mondo. Adesso deve far spuntare quasi un miliardo di euro.

“Pubblicato Venerdì 8  luglio 2011 in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

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