A Rimini niente bagni e Tassa di soggiorno

Notizie, Rimini

“Il mare qui ha sempre fatto schifo, non per nulla Mussolini veniva a bagnarcisi”

 

Di Andrea G. Cammarata

Turisti: famiglie, anziani, madri e bambini, lamentano già i loro fastidi dello slalom serale fra le orde di prostitute che invadono i marciapiedi della capitale del turismo. Fatto increscioso che commentano -a loro modo- anche numerosi automobilisti: “le lucciole funzionano, sono meglio degli autovelox…”. Però l’acqua in mare più schifosa del solito, quella magari no, è un malcontento diffuso.

Fra le notizie amare ci vanno anche diversi arresti delle forze dell’ordine, fra cui il blitz di questa notte, con tanto di elicottero della polizia. Briganti, detti ’serpenti’, che in missione notturna strisciano sotto le brandine sfilando portafogli e fortune alle coppiette intente a sbaciucchiarsi nei bagni di luna piena del riminese. C’è poi qualche turista che invece tenta un cammino a ritroso nella memoria, e ’proustianamente’, nonostante tutto, cerca la bellezza e i particolari di quei luoghi di villeggiatura che furono gli stessi dei suoi nonni. Ci riuscirà: a Rimini in oltre 50 anni, quanto a strutture, fognarie e in genere, non è cambiato niente.

E ora infatti l’attenzione è tutta su fogne, scarichi a mare, e su quei divieti di balneazioneche in sordina sono stati imposti in questi giorni nel litorale riiminese. Se piove“abbondantemente”, aprono i canali e ’la merda’ va a mare, lo sanno tutti. Il problema in sostanza è di quei circa 32mila allacci “abusivi” o irregolari di alberghi che, privi come sono di “vasche di contenimento”, sono obbligati a scaricare i propri reflui nella rete fognaria, che tuttavia dovrebbe raccogliere solo le acque cosiddette bianche.

La notizia non ha fatto più scalpore di quella della mucillaggine, erano gli anni ’90. Allora l’alga marrone aveva soffocato il mare nostrum, un fenomeno naturale che donò all’Adriatico sembianze simili alle peggiori chiaviche medievali. Giorni in cui i turisti ’capitani’ di mosconi e ’pattìni’, prendevano il largo con quella vana speranza di trovare uno specchio di acqua pulita e quella di non poggiarsi su qualche escremento. Adesso invece tornano utili lemicropiscine che furono costruite durante gli anni ’90 in fretta e furia dagli albergatori.

Ma veniamo al presente. Pochi giorni fa, con l’obbligo dell’apertura delle fogne a causa dalle violente piogge, era spuntato il topo morto a riva, e, lo hanno detto i bagnini: “lo abbiamo seppellito un attimo nella sabbia, era brutto a vedersi”. Di più. L’acqua schiuma ancora in queste ore sulla spiaggia, mentre gli addetti al salvataggio si tappano il naso per il tanfo insopportabile e cercano timidamente di suggerire ai bagnanti che “no”, ” il bagno non si può fare”. Vengono allontanati per primi i bambini inzuppati da acque improvvisamentedivenute velenose, e compaiono i cartelli di pericolo generico, con allegata l’ordinanza del divieto di balneazione.

Poi, oggi, la neo-amministrazione del Pd riminese è partita all’attacco, e c’è l’idea di una patrimoniale indiretta sulle vacanze. Sempre e “solo se sono tutti d’accordo”, spiega EmmaPetitti (Pd). Albergatori su tutte le furie: tassa di soggiorno o di scopo da 50 centesimi a 5 euro. Dalla bettola all’ hotel extra-lusso, il tributo per giorno di pernottamento varierebbe insomma in base alla qualità dell’alloggio scelto. Critica la replica di Fabio Pazzaglia, Consigliere comunale di Sinistra e Libertà che in una telefonata ha detto “la tassa di soggiorno, in base al dispositivo di federalismo municipale, la puoi utilizzare solo su questioni legate al turismo, ed è difficile inquadrare in questa cornice il sistema fognario”, poi calca la mano: “legare le fognature alla tassa di soggiorno è impossibilie, è una proposta superficiale”.

Sì perché servono subito 100 milioni di euro per chiudere 7-8 scarichi a mare su 11. Mentre il costo dell’epocale ripristino e sdoppiamento del sistema fognario di Rimini, si aggirerebbe in totale sul miliardo di euro. Spicci che l’amministrazione tenta di raccogliere gravando da anni nel portafoglio di cittadini e turisti con costi dei parcheggi stellari e strisce blu in ogni dove, salvo poi “devolverli in capodanni Rai e Notti rosa”, come lamenta parte dell’opposizione.

Soldi e ’mi ci tuffo’ arriverebbero invece ad Hera, la discussa holding emiliana con sede in Calabria, nonché attuale gestore della rete fognaria riminese, cui il comune di Rimini ha chiesto di intervenire con un piano operativo “per potenziare il sistema di filtraggio delle acque scaricate e dei corpi solidi”Hera Spa fra l’altro ha in mano un grosso progetto da 40 milioni di euro per lo sdoppiamento di un depuratore del territorio che -spiega FabioPazzaglia- “prevede la dismissione di alcuni depuratori funzionanti nel territorio provinciale, quando dall’altra parte l’amministrazione non ha un euro per investire nella separazione della rete fognaria”, e -per concludere- “le priorità adesso sono altre, il Comune dovrebbe avere meno sudditanza nei confronti di Hera, se ha acceso mutui per tutto, palacongressi e teatro, ne può accendere uno anche per le fogne”.

“Pubblicato Lunedì 11  luglio 2011 in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

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