Turismo bloccato per Tunisia e Egitto, calo del 50%

Africa

Di Andrea G. Cammarata

Il Mal d’Africa turistico non basta alle rivoluzioni, e sa da una parte le masse egiziane e tunisine festeggiano la primavera araba e il nuovo vento di libertà, dall’altra tour operator, albergatori, e tutto l’indotto generato dall’economia turistica, piangono una crisi di arrivi mai vista.

Crollo delle prenotazioni già preannunciato proprio alle Idi di marzo, quando si chiedeva la testa dei regimi, e di cui oggi inevitabilmente cominciano ad arrivare le prime conferme. Per il ministro del turismo tunisino, questa resta la peggiore stagione della storia del Paese. Non sono quindi serviti a niente i sessanta milioni di euro investiti in una campagna mediatica del governo guidato da Beji Caid Essebsi. Neo Primo Ministro tunisino che ha avuto dalla folle spesa, ritorni irrisori.

Mentre si segnala un calo, fra l’altro del 90%, anche nel flusso dei turisti algerini verso la Tunisia, come scrive in queste ore la stampa francofona. L’’Express’ ha intervistato il portavoce di uno dei big dei tour operator, Thomas Cook, che riferisce di un abbassamento per il gruppo di oltre il 50% nei tre paesi chiave del Maghreb turistico: Marocco, Tunisia, Egitto.

Marocco che con il suo Re, Mohammed VI, benvoluto e accondiscendente, già in grado di garantire stabilità al Paese, ha tuttavia sofferto come gli altri la crisi globale – considerando che il tragico attentato di Marrakech lo scorso inverno è stato in realtà solo un dei punti di picco che andavano già evidenziandosi da tempo nell’andamento turistico del Paese.

Per quanto concerne la Tunisia e le rivolte ’fiorite’ di Piazza Tahir è l’instabilità dei paesi che seppur agognata dal ’Turista nudo’ di Lawrence Osborne, non è invece mai gradita a famiglie e turisti dal paradigma classico. Quelle del volo low cost, del resort all inclusive, del souvenir, del relax. “Le famiglie che prenotavano normalmente in Primavera, quest’anno non lo hanno fatto, a causa delle rivolte“, spiega ancora il portavoce della Thomas Cook. C’è però speranza per i last minute, che potrebbero migliorare le sorti di questa estate ricca di sorprese, fra clima fresco e attentati.

Per quanto riguarda noi italiani nelle mete classiche del Nordafrica mediterraneo, come l’isola Djerba e Hammamet, anche qui il dato di afflusso di quest’anno è naturalmente in picchiata. All’Ufficio del turismo tunisino di Milano il silenzio attorno alle linee telefoniche è un segnale chiaro. Il portavoce, Frej Fekih, ha risposto per ’L’Indro’ ad alcune domande: “Il turismo è calato in seguito alla rivoluzione, i dati definitivi non sono stati ancora pubblicati, ma li stiamo aspettando dalla sede di Tunisi“. L’anno scorso, per la Tunisia, si parlava di “160mila arrivi dall’Italia“, mentre quest’anno l’abbattimento è fortissimo. “Stiamo riprendendo lentamente, con pubblicità e azioni mirate, speriamo nella ripresa nel 2012“, ha affermato il portavoce concludendo fra l’altro che “non è stata confermata una campagna pubblicitaria fra il Ministero del turismo tunisino e quello italiano“. Si aggiungono poi le notizie di alcune famiglie, vittime di aggressioni compiute addirittura da parte della Polizia tunisina, indicate oggi da ’Le Quotidien d’Oran’. E il risultato ottenuto intanto è la chiusura di almeno 130 strutture ricettive, con il conseguente licenziamento di circa 2mila dipendenti, al 10 giugno scorso.

Diversa la situazione per l’Egitto, che riesce a far fronte alla crisi dei viaggi un po’ meglio, visto le destinazioni alternative al Cairo, dove i fomenti di piazza persistono. Il clima caldo tutto l’anno, Sharm, e le crociere nel Mar Rosso, sono infatti condizioni e mete che continuano ad attirare turisti, se pur in maniera minore. Andrea Giannetti, Presidente di Assotravel, spera in un possibile miglioramento per ciò che riguarda l’outgoing italiano in Egitto: “l’Egitto ha recuperato circa il 40% rispetto ai valori ottimali“, anche se prima dell’estate è stata “una tragedia“, con cifre anche al “30% del globale” mentre per i valori esatti si attende il consuntivo a settembre. Anche in Tunisia l’andamento del turismo italiano, calcolato a inizio mese, dava un calo del 50%. Come Paese Italia -spiega Andrea Giannetti- “Facevamo circa un milione e 400mila persone di visite per l’Egitto” ogni anno, ciò che a 700 euro a persona di media per pacchetto viaggi, e un calo anche solo del 50%, non restituisce cifre da capo giro come mezzo miliardo di euro.

“Pubblicato Lunedì 25  luglio 2011 in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

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