Francia. Novartis, Baclofene e cura per l’alcolismo

Oltralpe, Salute

Di Andrea G. Cammarata

Parigi – Si prospetta una nuova terapia per curare l’alcolismo, è il Baclofene. L’intenzione è quella di utilizzare il principio attivo di questo farmaco nel trattamento della dipendenza da alcol. C’è uno studio clinico di ricerca in atto in Francia, e la sperimentazione operativa partirà già a fine anno. Circa trecento pazienti saranno curati all’interno di otto centri specializzati.
Durante la sperimentazione si ricorrerà all’ausilio del metodo in doppio cieco, quindi una parte del gruppo studiato riceverà un placebo e l’altra il farmaco contenente il principio attivo. Il doppio cieco è uno studio randomizzato. Un gruppo di pazienti non è perciò a conoscenza del fatto che gli sarà somministrato il placebo, farmaco privo di principio attivo. Si cerca così di evitare che i risultati della ricerca siano influenzati da impressioni soggettive del paziente. Infatti Philippe Jaury, coordinatore dello studio, prevede che il placebo già da solo potrebbe funzionare al 20%, mentre il farmaco curerebbe la dipendenza nel 40-50% dei casi.

Il Baclofene è uno dei gioiellini della Novartis Pharma, che lo ha messo sul mercato per 40 anni come terapia per il trattamento degli spasmi muscolari dovuti a lesioni del midollo spinale. Tuttavia la Sanità d’Oltralpe non ha concesso ancora alcun protocollo per l’utilizzo del farmaco nel trattamento dell’alcolismo. Va da sé che molti dottori lo prescrivono facilmente già da tempo.

Lo studio sperimentale dovrebbe apportare entro il 2013 delle prove scientifiche sulla validità di questo tipo di cura. Se funzionerà i mercì saranno resi tutti a Parigi, che ha elargito un interessante finanziamento pubblico a favore dell’Università René Descartes. E funzionerà naturalmente se i pazienti smetteranno di bere, o faranno un uso ‘normale’ di alcol, in ottemperanza a quanto stabilito dall’Oms.

La stampa francese ha commentato oggi la notizia riferendosi al libro di Olivier Ameisen, cardiologo divenuto alcolizzato, che scrisse ‘L’ultimo bicchiere’. ‘E me ne andrò…, cantava NikkiMa non fu così per Ameisen che autosomministrandosi dosi massicce di Baclofene – miorilassante – riuscì a liberarsi dalla dipendenza.

In rete è già partito il tam-tam e nei forum dei malati la notizia è stata salutata con parecchio entusiasmo.

Gli esperti invitano comunque alla cautela “le testimonianze di cui disponiamo sono incoraggianti, ma bisogna sapere che il blacofene non funziona dappertutto”, ha detto Jean Pierre Couteron, Presidente di Fedéderation Addiction.
Il Professor Philippe Jaury, lo ha detto chiaro “il medicamento non è che un aiuto, anche se si può rivelare un’ottimo aiuto“.
Concorrono nelle raccomandazioni dei dottori poi, le difficoltà che intervengono durante la cura dei pazienti, cui, oltre la dipendenza alcolica, si aggiungono problematiche “psichiche, mediche, e sociali“.

A termine dello studio sperimentale la Sanità francese potrebbe però permettere i medici di prescrivere ‘in tutta tranquillità’ il farmaco, per la cura della dipendenza alcolica.

Novartis, a sua volta, preparerebbe la compressa in una nuova versione a rilascio controllato del principio attivo, che limiterebbe la posologia a una sola volta al giorno.

C’è ancora un però cui Novartis non risponde, omettendo particolarità non di poco conto. Il Baclofene viene utilizzato già da decenni, d’accordo, ma i pazienti che lo usano lamentano un forte stordimento. E’ utilizzato in medicina, fra l’altro, nella Sclerosi multipla e in quella Laterale amiotrofica. Agisce modulando i recettori GABAb. E produce una sindrome da astinenzain seguito ad una assunzione di oltre due mesi, simile a quella delle benzodiazepine, con sintomi evidenti anche gravi, seppur dipesi dalla velocità con cui si sospende la somministrazione.

“Pubblicato 29  luglio 2011 in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

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