Nigeria, attentato sede Onu. Scontri civili e terrorismo.

Africa, Nigeria e petrolio

Di Andrea G. Cammarata

Un attentato è avvenuto oggi nella sede dell’ONU di Abuja, capoluogo centrale della Repubblica federale nigeriana. 18 morti e diversi feriti causati dall’esplosione di un’autobomba all’ingresso degli uffici del palazzo inter-governativo. Ancora nessuna rivendicazione ma i sospetti sembrano indicare la setta islamica Boko Haram, lo riferisce il sito ’Jeune Afrique’.

In concomitanza con l’attentato di Abuja in un’altra città del Nord del Paese, a Gombi, si sono verificati attacchi a banche e commissariati, scontri che hanno causato una decina di morti. “Hanno rubato le armi dai commissariati e svaligiato una banca, gridavano Allah Akbar e riteniamo che si possa trattare di membri di Boko Haram o semplicemente di insorti”, ha detto un residente di Gombi a ’Jeune Afrique’.

Boko Haram, che letteralmente significa “vietata l’educazione occidentale”, s’identifica con Al Qaeda ma non ha legami effettivi con essa. La setta rievoca un altro gruppo islamista attivo negli anni ’80 in Nigeria, chiamato Maitatsine. “Giovani determinati a morire per dio” che inneggiavano, come Boko Haram, ad un “ordine islamico totalitario”. Questi gruppi islamici sono soliti attaccare la comunità cristiana e lo Stato federale. Attivi nel Nord nigeriano a maggioranza musulmana, sono riusciti ad imporre la legge islamica in 12 dei 36 Stati della Federazione.

L’etnia maggiore Hausa Fulani, più povera, è in costante conflitto con la popolazione cristiana del Sud [Espr3] – dove c’è il petrolio – che “si caratterizza peraltro per una maggior produttività e una maggiore emancipazione culturale”. I musulmani rappresentano il 50 % della popolazione nigeriana, il restante è invece di fede cristiana. Spiegano gli analisti che il Federalismo di Abuja, attuale capitale, è causa delle ineguaglianze “nell’allocazione delle risorse a livello regionale che causano i conflitti civili”. A proposito, la guerra del Biafra nel 1967 espresse uno dei primi tentativi di secessione della Regione sud-orientale abitata dall’etnia Igbo.

La sede colpita dell’Onu di Abuja, ospita, fra l’altro, alcuni uffici dell’Unicef, del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, e del Organizzazione mondiale per la sanità (OMS). L’Oms fu messa sotto accusa dai capi religiosi musulmani al seguito di una campagna di vaccinazione contro la poliomielite, che nel 2003 stava decimando la popolazione nigeriana. L’organizzazione venne accusata dagli Imam di sterilizzare le donne nigeriane tramite il vaccino contro la polio.

Potrebbe essere un indizio che spiega l’attacco ad Abuja, in un accesissimo clima pre-elezioni presidenziali, e in parte governative, che nei giorni scorsi ha già causato diverse decine di morti cristiani durante scontri etnici in un villaggio vicino Abuja.

Simone Marzocchi, responsabile dell’Associazione Progetto Nigeria, non ha escluso come possibile causa dell’attentato la tesi ’complottista’ dei vaccini, ma – ha aggiunto – “da come è stato attuato sembra un attentato dovuto al clima pre-elettorale”. L’Associazione Progetto Nigeria si occupa di cooperazione allo sviluppo. Sostiene dei progetti locali autonomi, basati sull’acqua-cultura per la produzione di pesce alimentare in vasche artificiali, e svolge attività parallele che forniscono l’accesso al Web (tramite collegamento satellitare), e ristorazione a prezzi solidali. Opera nella zona del Sud-est del Paese, nella regione confinante con il Cameroun, dove imperversano i guerriglieri del movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), attivi dal 2006. Allontanando ogni sospetto dai guerriglieri del Mend [Espr3], “non si può definire il Mend un’organizzazione terroristica” ha spiegato Simone Marzocchi, che in un decennio di esperienze in Nigeria ha avuto diversi contatti con alcuni esponenti del movimento. Il conflitto fra le parti verte invece sulle big del petrolio, Shell e Agip, accusate dal Mend di sfruttare economicamente le risorse petrolifere in disprezzo totale dell’ecologia della zona, “una rivendicazione totalmente legittima” afferma Marzocchi.

Di più. L’Aqmi, altra associazione terroristica dedita ai sequestri di persona [Espr3] nel Nord nigeriano, tiene in ostaggio dal 12 maggio scorso l’italiano Franco Molinara.

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

Link consigliati:

Immagini dell’attentato

Corruzione in Nigeria, il rapporto di Human Rights Watch:

Download the report (PDF, 742.38 KB)

Press release: http://www.hrw.org/news/2011/08/25/nigeria-war-corruption-hangs-balance

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