San Marino dimissioni degli ambasciatori Amati e Pasquini, nuove prospettive accordi bilaterali

Lavanderia San Marino, San Marino

Uno dei castelli di San Marino

Di Andrea G. Cammarata

Dunque, scopriamo che un altro dei diplomatici-banchieri di San Marino viene dall’essere sollevato dal suo incarico politico, la seconda mansione gliela aveva tolta invece la magistratura italiana con le manette, il mese scorso. Lucio Amati: presidente del Credito sammarinese era stato indagato dalla Procura antimafia di Catanzaro, durante l’operazione ‘Decollo Money’ che ruotava attorno al riciclaggio dei fondi del narcotraffico della ‘ndrangheta nella Terra delle libertà.

Altro nome eccellente: il conte Enrico Maria Pasquini, che ha offerto a sua volta ieri le dimissioni dall’incarico di ambasciatore in Spagna e Malta. Pasquini controllava una della storiche fiduciarie della Repubblica: la San Marino Investimenti (Smi), era finito anche lui nel centro del mirino della magistratura per un’inchiesta di riciclaggio [Espr3], più di un anno fa.

Ambasciatori di San Marino sembrerebbe con il pallino della finanza lavandaia, mentre lo staterello dell’entroterra romagnolo salta per aria, e dal governo dei tre monti ci si aspetta di sapere anche quante altre mele marce al suo interno siano eventualmente in combutta con la criminalità organizzata, o comunque dedite a favorire gli esportatori italiani di nero.

Intanto lo Stato resta in Black list obbligando gli imprenditori del Belpaese a comunicare mensilmente tutte le operazioni di acquisto e vendita al fisco italiano. Cosa che non giova quell’evasione ‘tecnica’ all’italiana. Resta loro però qualche speranza. Il segretario Affari esteri, Antonella Mularoni, reduce da un’incontro con il ministro Romani, ha detto ieri in conferenza stampa che esiste “l’impressione che finalmente ci siano le condizioni per giungere in tempi brevi all’uscita di San Marino dalla Black List e alla firma del protocollo di modifica contro le doppie imposizioni fiscali”. Altri sentori di miglioramento: il 24 agosto è stato firmato un accordo bilaterale sul reciproco riconoscimento dei titoli universitari per il proseguimento degli studi. E Frattini, a Rimini in occasione del meeting di Cl, dove parte dell’establishment italiano è passato, ha detto al suo omologo sammarinese che “l’obiettivo è riprendere con San Marino un dialogo serrato per avere entro autunno, pronti per la firma, gli accordi sulla collaborazione tra forze di polizia e sulle doppie imposizioni”.

Restano parole, intanto il capo della Gendarmeria del Titano (Rsm) e colonnello italiano, Achille Zechini, sembra sia stato messo sotto inchiesta dalla magistratura locale – ricordando che anche i magistrati sono tutti italiani in ‘prestito’- per un caso di presunte intercettazioni irregolari, svolte da un suo subordinato nei confronti di alcuni segretari di Stato sammarinesi.

Altro. La svalutazione dell’euro non invoglia più a portare il denaro da quelle parti, da dove peraltro sono usciti già 4.5 miliardi solo con lo scudo fiscale del governo Berlusconi. La Banca centrale sammarinese ha divulgato l’ammontare della raccolta di fondi nelle casse degli istituti di credito del territorio: neanche otto milioni di euro da fine marzo al 30 giugno, perdita di 310 milioni di euro che comprende: diminuzione del 5% del flusso capitali e calo dell’occupazione. Ma, commentano gli analisti, i dati offerti dall’istituto Centrale non comprendono il flusso di contante, che, va da sé, comprende il nero. La raccolta del contante la svolgono, per conto, gli istituti di credito italiani, perché a San Marino non c’è un caveau. Fortuna: scrivono a Sammarino che “il sistematico ricorso al sistema bancario italiano è stato concausa dei vari interventi della guardia di Finanza e dell’autorità giudiziaria italiana”.

E quanto si aggiunge a buon pro della magistratura che negli ultimi anni, anche grazie al pugno duro del ministro del Tesoro Tremonti – che del potenziale ‘criminogeno’ di San Marino è un profondo conoscitore…[Ci lavorava] – , si è vista più facilmente rispondere sì alle rogatorie con le quali faceva domanda d’indagine.

La pulizia interna sammarinese è un susseguirsi continuo d’inchieste cui le parole ‘mafia’, ‘camorra’, ‘ndrangheta’, fanno capolino sulla stampa locale costantemente. Roberto Galullo, giornalista del Sole 24 ore, esperto di criminalità organizzata, ha descritto uno degli apici toccati in Repubblica con un inchiesta della Dda di Catanzaro che illustrava una presunta rete di narcotraffico internazionale, capitanata da camorra e ndrangheta in combutta con i narcos sudamericani, legata a San Marino sia per gli spostamenti di denaro ma anche per l’acquisto di armi da combattimento e giubbotti antiproiettile.

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro www.lindro.it e qui ripubblicato per gentile concessione”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...