‘Tette e calzoncini’: il marchio olandese di lingerie sexy per bambine è anche in Italia, paura pedofilia.

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Reggiseni bombati per bambine in vendita nei grandi magazzini, e catalogo con foto ammiccanti in Rete: pose sexy e futuro da veline. Il web in rivolta grida allo scandalo pedofilia. In Italia uno dei rivenditori del marchio olandese “Boobs and bloomers” è il fashion store Coin, che dalla sua pagina fan di Facebook spiega di non essere al corrente della campagna pubblicitaria osé sui reggiseni Push up e micro-slip. Partite le segnalazioni verso l’istituto di autodisciplina pubblicitaria (IAP), e aperta la campagna di protesta di Libera infanzia.

Di Andrea G. Cammarata

Mascara, rossetto, pose ammiccanti, e lingerie sexy per bambine. Sono gli ingredienti del catalogo di “Boobs and Bloomers”, marchio olandese che commercializza anche in Italia biancheria intima per i più piccoli. Fra i prodotti osé c’è anche il reggiseno Push-up, bombato, sopperirebbe alle mancanze delle innocenti creature. Argomento degno del più celebre dei romanzi di Vladimir Nabokov ‘Lolita’, ma non è un caso di letteratura. Piuttosto si potrebbe parlare di apologia di reato?

“E’ uno sfruttamento minorile” grida invece il popolo della Rete, in rivolta già da giorni contro un caso destinato a suscitare non poche polemiche. Sì perché qui la pedofilia c’entra, eccome. Le bambine fotografate nel catalogo “tette e calzoncini”, questa la traduzione dall’inglese del nome della linea di biancheria intima, non paiono in alcun modo intente a giocare a ‘Un due tre stella’, al contrario sono in posa sopra sontuosi letti, indossano baby-doll, e guardano l’obiettivo in modo provocante. Quale sia l’intento ricercato dal gruppo Body Cover per questa campagna pubblicitaria è difficile a dirsi. Di certo c’è che le foto del catalogo disponibile sul Web sembrano richiamare più facilmente quelle di un sito porno. Pubblicità che richiama l’osceno e, come nelle réclame per gli adulti, il corpo è sempre più in risalto del prodotto.

Il nome della linea “Boobs and Bloomers”, che spicca più volte nel catalogo contornato da una grafica tutta rosa, presenta una calligrafia peraltro piuttosto dubbiosa: come è scritto il corsivo si legge “Boabs Bloomers”, ma in realtà è, come detto, “Boobs”: tette.

Il blog ‘Un altro genere di comunicazione’, che si occupa di raccogliere segnalazioni di immagini lesive o gender-friendly, ed è stato fra i primi a lanciare l’allarme “Boobs” in Italia, ha parlato della tendenza a una “cultura che normalizza l’attrazione verso donne sempre più giovani”. E non sono mancati cenni allo scandalo Ruby. La memoria corre indietro ai giorni Pecorella, avvocato del presidente del Consiglio, che, intervistato dal ‘Mattino’, propose un escamotage legale per Berlusconi: l’abbassamento della maggiore età. Facili allusioni, ma meglio non abbassare la guardia. Proprio dove ha sede la linea di lingerie sexy per bambini, in Olanda, nel 2006 si era costituito il partito pro pedofilia che propugnava un programma scabroso fra cui spiccavano la liberalizzazione della pornografia infantile e dei rapporti sessuali fra bambini e adulti.

La pubblicità di Boobs and Bloomers è una “Campagna lesiva” che sta “rendendo gratuito anche lo sfruttamento del corpo infantile”, continua l’autrice del Blog ‘Un altro genere di comunicazione’, che ha lanciato anche una campagna di protesta ( comunicazionedigenere@email.it ).

Qualcuno, poi, dovrebbe aver visto la pseudo pedo-pubblicità anche su grandi cartelloni affissi per le strade italiane. E dovrebbero essere quindi arrivate le prime segnalazioni allo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria).

In Italia i prodotti “Boobs” sono commercializzati anche dal noto fashion store Coin. Sara, utente Facebook, si è spinta fino a scrivergli sulla bacheca della pagina fan: “Vergogna! La collezione Bloobs & Bloomers è un’incitazione alla pedofilia”. Ma il facebooker Coin le ha risposto che il magazzino si è limitato “alla scelta di alcuni prodotti del marchio, che visti fuori dal contesto della pubblicità non destano alcun possibile fraintendimento e non hanno componenti pruriginose”. Anche Eleonora non l’ha buttata giù: “…mi chiedevo la Coin dal punto di vista ‘buyer’ che compra un marchio dedicato a bambine non ragazzine bambine, che vende reggiseni imbottiti e mini slip a che target di clientela si riferisca …C’è anche la responsabilità di chi compra”.

Un pensiero su “‘Tette e calzoncini’: il marchio olandese di lingerie sexy per bambine è anche in Italia, paura pedofilia.

  1. Mancavano questi altri idioti che usano le bambine per scopi pubblicitari con biancheria intima provocante addosso. Davvero, ci mancavano loro…

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